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UE: nuove regole pensione complementare per lavoratori transfrontalieri

Il Parlamento europeo discuterà mercoledí, e voterà giovedí, la tutela dei diritti alla pensione complementare per i lavoratori transfrontalieri, in base all'accordo informale raggiunto con il Consiglio UE relativo alle nuove regole di salvaguardia dei regimi pensionistici per i lavoratori transfrontalieri.

Il Parlamento europeo discuterà mercoledí, e voterà giovedí, la tutela dei diritti alla pensione complementare per i lavoratori transfrontalieri. Come viene spiegato in una nota, infatti, se da una parte i cittadini che lavorano in un altro Paese beneficiano già dei diritti pensionistici, cioè delle pensioni erogate dallo Stato, e sono tutelati dalla normativa europea, dall'altra tale tutela non è stata assicurata per i regimi pensionistici complementari dei lavoratori transfrontalieri europei (come le pensioni professionali finanziate o cofinanziate dai datori di lavoro). Il Parlamento europeo discuterà e voterà questa settimana l'accordo informale raggiunto con il Consiglio UE relativo alle nuove regole di salvaguardia dei regimi pensionistici per i lavoratori transfrontalieri, tra le quali la fissazione per esempio di un periodo minimo (il periodo di appartenenza attiva ad un sistema pensionistico necessario per ottenere il diritto ad una pensione complementare) che non deve superare i tre anni. La relatrice Ria Oomen-Ruijten, ha affermato: "I lavoratori europei potranno ora beneficiare di pieni diritti alla pensione quando si spostano da un Paese all'altro. La nuova normativa aiuterà ad eliminare le barriere alla libertà di movimento dei lavoratori". Se il Parlamento voterà a favore dell'accordo, gli Stati membri avranno quattro anni di tempo per applicare le nuove regole nei rispettivi ordinamenti nazionali.

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