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UE: anche le donne in pensione a 65 anni

La Commissione Europea lancia un ultimatum all'Italia. Se non si equiparerà l'età pensionabile tra uomini e donne dipendenti pubblici l'Italia verrà deferita alla Corte di Giustizia Europea.

La Commissione UE dà un ultimatum all'Italia. Se l'Italia non renderà uguale tra uomini e donne l'età pensionabile nel settore pubblico verrà deferita alla Corte di Giustizia Europea.
L'età pensionabile per le donne dipendenti dello Stato dovrà salire a 65 anni entro il 2012.
Per Cesare Damiano e Sandro Gozi, capogruppo del Pd rispettivamente nelle Commissioni Lavoro e Politiche della UE di Montecitorio bisognerebbe "proporre un'età pensionabile inserita in un range compreso fra i 60 e i 70 anni, all'interno del quale i lavoratori e le lavoratrici possano esercitare una scelta individuale e volontaria", in maniera tale da far conciliare famiglia e vita professionale.
Il Ministro Renato Brunetta azzarda l'ipotesi di inserire un intervento correttivo direttamente nella manovra economica.
Prima di questo ultimatum la Commissione europea aveva aperto nel 2005 una procedura di infrazione. Poi fu inviata all'Italia una lettera di costituzione in mora perché ancora non aveva applicato la sentenza UE.
L'Italia rispose a all'UE con una norma transitoria, perché l'adeguamento sarebbe arrivato in maniera scaglionata, e sarebbe stato raggiunto l'obiettivo di avere per donne e uomini la stessa età pensionabile solo nel 2018. Troppo tempo per UE.
Che per voce del suo portavoce afferma che "la Corte non ha stabilito alcun periodo di transizione e l'Italia deve introdurre l'equiparazione immediatamente".
Lunedì prossimo comunque il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi incontrerà a a Lussemburgo il commissario Reding per cercare di trovare una soluzione definitiva.

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