le notizie che fanno testo, dal 2010

Riforma pensioni 2015, Camusso: più flessibilità introduce maggior povertà

Il presidente dell'Inps Tito Boeri presenta alla Camera il rapporto dell'Istituto sulla riforma delle pensioni 2015, basata su 5 punti cardine tra cui maggiore flssibilità che si tradurrebbe in un abbassamento del 30-35% delle pensioni più povere, come denuncia Susanna Camusso della CGIL.

Il presidente dell'Inps Tito Boeri presenta alla Camera il rapporto dell'Istituto sulla riforma delle pensioni. L'idea di Boeri per riformare il sistema pensionistico si baserebbe su 5 punti cardine: flessibilità sostenibile, una rete di protezione sociale dai 55 anni in su, l'unificazione del pagamento delle pensioni (con la fine delle ricongiunzioni onerose), armonizzazione dei tassi di rendimento e nuove opportunità di versamenti. Nonostante la sentenza della Cassazione che ha bocciato il blocco delle indicizzazioni sulle pensioni, per Tito Boeri è comunque legittimo "chiedere a chi ha redditi pensionistici elevati in virtù di trattamenti molto più vantaggiosi di quelli di cui godranno i pensionati del domani, un contributo al finanziamento di uscite verso le pensioni più flessibili".
Immediata la replica di Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, la quale afferma che quando Tito Boeri parla di una introduzione di maggiore flessibilità nell'accesso alla pensione utilizzando il sistema contributivo "dice una cosa sbagliata" perché "vuol dire abbassare del 30-35% le pensioni più povere". Boeri afferma infatti che ''flessibilità sostenibile significa che chi va in pensione prima deve spalmare il montante contributivo su più mesi rispetto a chi va in pensione più tardi''. Per la leader della CGIL però "si vuole fare cassa con le pensioni" poiché "si dice che la povertà è il tema centrale e poi si crea nuova povertà con l'abbassamento dell'assegno pensionistico. - osservando - Non si capisce la ratio". Anche per la CISL di Annamaria Furlan l'ipotesi di riforma è "impraticabile, a maggior ragione se si considera che la media degli assegni si aggira sui 1.000-1.500 euro" mentre Carmelo Barbagallo della Uil propone Tito Boeri come "ministro della povertà". Appare invece maggiormente soddisfatto il ministro del Walfare Giuliano Poletti il quale sottolinea che "il contributo dell'Inps è utile e verrà utilizzato dal governo" nell'elaborazione della riforma delle pensioni, che troverà la sua sede naturale di discussione nelle prossima legge di stabilità.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: