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Pensioni sempre più lontane: nel 2016 per le donne servono 22 mesi in più

Poco tempo fa il presidente dell'Inps Tito Boeri ha avvisato che di questo passo i 30enni di oggi andranno in pensione non prima dei 75 anni e con un assegno previdenziale molto (troppo) basso. La scalata verso l'innalazamento dell'età pensionabile comincia però già dal 2016 quando scatterà sia il gradino previsto dalla riforma Fornero per la pensione di vecchiaia delle donne, sia l'aumento per tutti legato all'aspettative di vita.

Poco tempo fa il presidente dell'Inps Tito Boeri ha avvisato che di questo passo i 30enni di oggi andranno in pensione non prima dei 75 anni e con un assegno previdenziale molto (troppo) basso. La scalata verso l'innalazamento dell'età pensionabile comincia però già dal 2016 quando scatterà sia il gradino previsto dalla riforma Fornero per le pensioni di vecchiaia delle donne, sia l'aumento per tutti legato all'aspettative di vita, sia la revisione dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo.
L'aumento dell'aspettativa di vita definito a partire dal 2016 è di 4 mesi e quindi dall'anno prossimo gli uomini andranno in pensione di vecchiaia a 66 anni e sette mesi (66 anni e 3 mesi fino a fine 2015). Per agguantare la pensione di vecchiaia invece alle donne dipendenti dal 2016 non basterà avere 63 anni e 9 mesi ma 65 anni e 7 mesi (età calcolata anche con l'innalzamento di 4 mesi dell'aspettativa di vita), mentre le lavoratrici autonome staccheranno il primo assegno a 66 anni e un mese. La legge di stabilità 2016 concede però di andare in pensione alle donne che compiono 57 anni e 3 mesi di età (58 le autonome) e 35 di contributi entro il 2015, ma queste devono comunque attendere il periodo previsto dalla finestra mobile (un anno per le lavoratrici dipendenti, un anno e mezzo per le autonome).
Le donne nate nel 1953 (che hanno quindi nel 2015 già 62 anni di età) vedranno invece allontanarsi la pensione ogni anno che passa, perché nel 2018, quando compiranno 65 anni e 7 mesi, scatterà un nuovo scalino mentre nel 2019 ci sarà nuovo aumento della speranza di vita. L'assegno previdenziale, quindi, verrà incassato (forse) per la prima volta nel 2020, all'età di 67 anni e più. "Fortunate" invece le lavoratrici nate nel 1952 che potranno con 20 anni di contributi uscire a 64 anni più l'aspettativa di vita. Nel 2018 inoltre, quando scatterà il nuovo scalino per l'età di vecchiaia sia le donne che gli uomini andranno in pensione a 66 anni e sette mesi.
Ma il 2016 porterà anche i nuovi coefficienti di trasformazione del montante contributivo, ovviamente calcolati al ribasso.

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