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Pensioni: rimborsi escludono 650mila pensionati

Il Consiglio dei Ministri ha decretato che ci sarà solo "una parziale rivalutazione in base all'inflazione" delle pensioni, escludendo una platea di "circa 650mila pensionati" che hanno diritto al rimborso secondo la Consulta, in particolare "quelli sopra i 3mila e 200 euro lordi di pensione". Dal 1 agosto un rimborso medio di oltre 500 euro a pensionato fino a 6 volte il minimo.

Per attuare la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illeggitimo il blocco delle perequazioni delle pensioni, il Consiglio dei Ministri riconosce "ai trattamenti pensionistici superiori a tre volte i trattamenti minimi, una parziale rivalutazione in base all'inflazione, graduata in funzione decrescente per fasce di importi pensionistici fino a sei volte il trattamento minimo, con decorrenza primo settembre 2015". Il governo comunica quindi che "gli arretrati invece saranno pagati in un'unica soluzione il 1 agosto prossimo, per un ammontare medio di oltre 500 euro a pensionato, importo che sarà maggiore per le pensioni comprese tra 3 e 4 volte il minimo e inferiore per le pensioni comprese tra 4 e 6 volte il minimo stesso", informando che "l'onere è pari, per il bilancio pubblico, per effetto degli arretrati, a 2 miliardi e 180 milioni di euro per il 2015 e, a regime, a 500 milioni dal 2016 in poi. La platea dei destinatari, con pensioni superiori a tre volte il minimo e non superiori a sei, è di 3,7 milioni di pensionati". In particolare, il bonus 'una tantum' sarà di 750 euro per i pensionati con assegni da 1.700 euro lordi, di 450 euro per quelli da 2.200 euro, infine di 278 euro per quelli da 2.700 euro. Le stesse fasce sono poi oggetto di una re-indicizzazione dal 2016, anche in questo caso con livelli differenziati. La platea definita dall'esecutivo esclude "circa 650mila pensionati" che hanno diritto al rimborso secondo la Consulta, in particolare "quelli sopra i 3mila e 200 euro lordi di pensione" al mese. Interessante osservare come il governo consideri dei "ricchi" dei pensionati che, dopo una vita di lavoro, hanno un assegno previdenziale superiore a 3mila e 200 euro lordi.

In materia pensionistica sono anche previsti un intervento che consente all'Inps di anticipare al 1 giorno del mese il pagamento delle pensioni e un ulteriore intervento che protegge il montante contributivo, per il calcolo delle future pensioni, dalla caduta del PIL che si è verificata negli anni passati. In materia di ammortizzatori sociali sono poi previsti il rifinanziamento per 1 miliardo di euro degli ammortizzatori in deroga per il 2015 (mobilità e cassa integrazione) e il rifinanziamento dei contratti di solidarietà per 70 milioni di euro.

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