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Pensioni di anzianità: da gennaio maturano a 61 anni

Se è difficile in Italia trovare lavoro perché non dovrebbe essere altrettanto andare in pensione? Da gennaio chi matura la pensione di vecchiaia dovrà attendere 12 (o 18) mesi prima di poter ricevere il tanto sospirato assegno.

Se è difficile in Italia trovare lavoro perché non dovrebbe essere altrettanto andare in pensione, per quei fortunati (mano a mano saranno sempre meno) che hanno il diritto a riceverla? I giovani precari da vecchi rischieranno infatti di rimanere a bocca asciutta visto che "col sistema contributivo i trattamenti maturati da collaboratori e consulenti spesso non arrivano alla pensione minima", scrive ad inizio ottobre il Corriere della Sera (scatendando proteste e preoccupazione in rete nonostante poi qualche media abbia fatto passare la vicenda come una male interpretazione).
Da gennaio 2011, invece, chi avrà diritto alla propria pensione dopo una vita di sacrifici (naturalmente chi più chi meno), dovrà attendere un ulteriore anno prima di ricevere il tanto agognato assegno, visto che nella manovra di questa estate (quella che ci avrebbe salvato dalla crisi) la cosiddetta "finestra mobile" si riduce ad una sola, che si aprirà appunto dopo un anno.
In poche parole, la pensione di vecchiaia e anzianità prevista dalla riforma Damiano del 2007 stabilisce l'età minima a 60 anni per i lavoratori dipendenti a fronte di almeno 36 anni di contributi ma a causa dell'unica finestra il lavoratore dovrà attendere i 61 anni prima di andare in pensione, mentre il lavoratore autonomo dovrà attendere invece che 12 ben 18 mesi.
Chi ha invece maturato i 40 anni di contributi prima di raggiungere i 60 anni di età potrà comunque andare in pensione, anche se varrà sempre l'attesa di 12 mesi dell'unica finestra mobile.
Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ritiene il sistema pensionistico così pensato "stabile e abbastanza in ordine" mentre il neo segretario della CGIL Susanna Camusso ha affermato che bisognerebbe "togliere la norma dei 12 mesi in più".
Nei primi dieci mesi del 2010 le uscite anticipate rispetto all'età di vecchiaia sono state 155.440, a fronte delle 100.880 pensioni liquidate nel 2009 (aumentate di un 54% in meno di un anno). Secondo il presidente dell'INPS Antonio Mastrapasqua il dato non è comparabile perché risentirebbe dello "sblocco" di molte persone fermate dallo scalino del luglio 2009 quando l'età minima da 58 passò a 59 anni).

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