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Pensioni, Fornero: dal 2012 metodo contributivo pro rata. Ma equo

Lunedì 5 dicembre sarà presentato agli italiani il primo pacchetto di misure varato dal governo Monti, al cui interno anche la riforma delle pensioni, "incisiva ma rispettosa del criterio di equità", assicura Elsa Fornero. Domenica un tavolo con le parti sociali.

Mario Monti sembra accogliere la richiesta lanciata in primis da Susanna Camusso della CGIL, che ha dichiarato, commentando le prime indiscrezioni in merito alla riforma sulle pensioni che "il Governo deve sapere che 40 è un numero magico e intoccabile e mi pare che questo sia esaustivo della discussione". Si vocifera, infatti, che tra le ipotesi al vaglio da Elsa Fornero, ministro del Lavoro, ci possa anche essere quella di aumentare da 40 (attuali) fino a 43 gli anni obbligatori di lavoro per poter andare in pensione. Il giorno dopo anche Raffaele Bonanni della Cisl invitava il governo ad aprire un tavolo di confronto per "trovare soluzioni eque". Scettico sull'ipotetico provvedimento sembra essere anche il PD, anche se Pier Luigi Bersani, in un'intervista a YouDem Tv, afferma comunque: "Noi siamo pronti a sostenere questo governo anche se non farà il 100% di quel che faremmo noi". Da Bruxelles Elsa Fornero conferma di essere disponibile ad aprire un dialogo con le parti sociali, pur precisando che si tratta però "di trovare una finestra di opportunità perché abbiamo un vincolo di tempo che dobbiamo rispettare". In poche parole, quindi, o c'è un accordo entro il 5 dicembre, quando sarà presentato il primo pacchetto di misure, o il governo andrà avanti per la sua strada, con il placet, probabilmente, di tutte le forze politiche. La Fornero chiarisce però, ripetendo quello che sembra ormai il "mantra" del governo guidato da Monti, che la riforma delle pensioni sarà "incisiva ma rispettosa del criterio di equità tra le generazioni", assicurando che l'esecutivo ha ben chiaro "i difetti del nostro mercato del lavoro, il suo dualismo e i principi di flexicurity che dovrebbero ispirare la riforma". Elsa Fornero anticipa quindi che "una delle misure" sarà sicuramente "l'introduzione del metodo contributivo pro rata basato sull'uniformità di trattamento", oltre, forse, "all'accelerazione di alcuni sentieri di adeguamento, per esempio dell'età pensionabile delle donne, che erano già stati adottati dal governo precedente". Per "rispettare l'equità sociale" (naturalmente), la Fornero precisa che "i sacrifici" saranno "maggiori per quei lavoratori che sono stati più fortunati", aggiungendo che le eventuali eccezioni alla riforma saranno "verso il basso e non verso l'alto come invece noi abbiamo avuto per troppo tempo", e quindi "non per dare di più a chi è già più ricco, ma a chi non ce l'ha fatta". Mario Monti convoca quindi domenica 4 dicembre le parti sociali, per illustrare quei provvedimenti che lunedì 5 dicembre saranno adottati in Consiglio dei ministri, e per capire se esistono, o meno, punti d'incontro con i sindacati e i rappresentanti degli enti locali, anche loro invitati al tavolo. Il margine per ogni eventuale trattativa, pertanto, sembra essere davvero molto "risicato". Ma probabilmente, potrebbe ironizzare qualcuno, molto "equo".

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