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Pensioni, CGIL-SPI: "condizione pensionati destinata a peggiorare"

Se le pensioni per una grande fetta degli italiani coincidono più con il presente che con il futuro la CGIL-SPI mette in guardia per i prossimi anni. "La condizione dei pensionati purtroppo è destinata a peggiorare ulteriormente perché su di loro pesano il fortissimo prelievo fiscale e l'iniquo blocco della rivalutazione annuale" afferma Carla Cantone.

Gli ultimi dati pubblicati dall' Istat nel rapporto "Trattamenti pensionistici e beneficiari" fotografano l'Italia dei pensionati. Un'istantanea dove "il 27,8% dei pensionati ha meno di 65 anni, il 49,2% ha un'età compresa tra 65 e 79 anni, il 23% ne ha più di 80" e dove "le donne rappresentano il 52,9% dei pensionati e percepiscono assegni di importo medio pari a 13.228 euro (contro i 19.022 euro degli uomini)". In Italia, certifica ancora l'Istat "oltre la metà delle donne (53,4%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (33,6%) degli uomini". Il panorama, secondo i sindacati è desolante, anche perché, come potrebbe osservare qualcuno, spesso queste pensioni economicamente misere sono l'unico "ammortizzatore sociale" per i figli ultra trentenni ancora "a carico", figli che non riescono a mantenersi da soli causa crisi e mancato rispetto del patto generazionale. Preoccupato il Sindacato Pensionati Italiani SPI-CGIL che, a commento degli ultimi dell'Istituto nazionale di Statistica avverte che "la condizione pensionati destinata a peggiorare" dato che "pesano tasse e blocco della rivalutazione" sulle pensioni degli italiani. Il Segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone afferma a proposito: "I pensionati continuano a pagare un prezzo altissimo nei confronti della crisi e sono stati tra i principali destinatari insieme ai lavoratori e ai giovani delle politiche di solo rigore adottate da chi ha governato negli ultimi cinque anni". Una di queste, sottolinea Carla Cantone è "l'iniquo blocco della rivalutazione annuale delle pensioni introdotto con la riforma Fornero". "Bisogna tutelare le pensioni - ha concluso il Segretario generale dello Spi-Cgil - di chi ha lavorato duramente per quaranta anni versando regolarmente i contributi ed è per questo che diciamo fin da subito che è assolutamente impensabile che si continui a bloccare la rivalutazione annuale".

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