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Pensioni, Bossi: strada individuata. Ma sembra ancora in salita

"Alla fine una strada l'abbiamo individuata" annuncia Umberto Bossi, pur precisando che "sulle pensioni il governo rischia". Il governo sta per inviare la lettera a Bruxelles con le misure anti-crisi, e tra poche ore si saprà se Berlusconi verrà "bocciato" per la prima volta.

"Alla fine una strada l'abbiamo individuata" annuncia Umberto Bossi, pur precisando che "sulle pensioni il governo rischia", ancora. La via che il governo dovrebbe andare a percorrere, indicata dal lungo vertice di maggioranza che si è svolto nell'arco di tutta la giornata di martedì a Palazzo Grazioli, sembra essere quindi quella di aumentare a 67 anni l'età pensionabile, e per adesso "non toccare" le pensioni di anzianità, come ammonisce il Senatur. Sempre che le autorità europee accettino questo tipo di compromesso. Nella nottata le ultime indiscrezioni parlano di una lettera di circa 15 pagine che Berlusconi presenterà a Bruxelles, dove non solo si proporrà l'allungamento dell'età pensionabile a 67 anni (pare graduale, che verrebbe completato nel 2026) ma ci sarebbero indicazioni riguardo liberalizzazioni, privatizzazioni, mercato del lavoro. Indicazioni appunto, e non "un calendario", come richiede l'UE, per scandire quelle misure annunciate dal governo. Eppure la portavoce della Commissione UE, Pia Ahrenkilde Hansen, si dice ancora sicura sul fatto che "l'Italia farà quanto il premier Berlusconi ha detto ai presidenti Barroso e Van Rompuy". Ora la parola passa all'Europa, che dovrà valutare se i contenuti della missiva rispondono o meno alle richieste degli altri Stati europei, perché, ricorda il portavoce del commissario UE agli affari economici e monetari Olli Rehn, "quello che succede in Italia ha un impatto su tutti gli altri Paesi". "E' questa l'essenza del nuovo pacchetto di misure della governance economica europea, è la sorveglianza tra pari" spiega ancora il portavoce di Olli Rehn, che poi è quello che ha evidenziato anche Giorgio Napolitano, ricordando che "da 60 anni abbiamo scelto, secondo l'articolo 11 della Costituzione e traendone grandissimi benefici, di accettare limitazioni alla nostra sovranità, in condizioni di parità con gli altri Stati". Se anche in questa strana crisi economica le limitazioni alla nostra sovranità porteranno "grandissimi benefici" o solo una pesante austerità a causa di politiche spesso troppo miopi sul futuro sarà solo la storia a dirlo. Nel giro di poche ore, invece, appena la lettera del governo italiano avrà fatto il giro di tutte le autorità europee, già si saprà se Berlusconi continuerà a mantenere quel primato di cui solo pochi giorni fa si era vantato, e cioè di non essere mai stato "bocciato" in vita sua (http://is.gd/uNuJBm).

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