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Pensioni, Berlusconi: non c'è Bossi che tenga, la riforma si farà

Finalmente "l'ordine" dall'UE sembra essere partito, Berlusconi può attuare quei provvedimenti e quelle riforme che non ha "potuto fare per colpa di altri", come quella sulle pensioni, che pare toccherà quelle di anzianità.

L'obiettivo di Silvio Berlusconi sembra essere quasi raggiunto. Da quando la crisi economica ha investito in pieno anche l'Italia molti politici ed economisti hanno cercato di introdurre nelle manovre adottate durante i mesi estivi anche una drastica riforma delle pensioni. Finora l'intento non sembrava essere riuscito, anche a causa della Lega Nord che pare profondamente contraria a toccare quelli che qualcuno già definisce come "gli interessi del suo elettorato in pensione". Un veto che Berlusconi non può permettersi, perché minerebbe la solidità del governo che, qualcuno sottolinea, si cerca di tenere insieme almeno sino alla fine di dicembre, per evitare l'instaurazione di governi tecnici. E infatti verso metà settembre Silvio Berlusconi spiegava al presidente del Consiglio UE Herman Van Rompuy (http://is.gd/8vfDWw), che "ogni governo ha molte difficoltà ad innalzare" l'età pensionabile "perché perde voti", rivelando l'escamotage per far uscire tutti da questa impasse: "Se l'Europa decidesse sulla base dell'aumento della vita media di dare una indicazione a questo riguardo, tutti gli Stati, tutti i governi sarebbero felici di aumentare l'età dell'andata in pensione - aggiungendo - perché ORDINATI, OBBLIGATI dall'Europa". E l'ordine sembra che infine stia per sopraggiungere. Dopo che Nicolas Sarkozy e Angela Merkel ridono sarcastici dell'Italia e dell'attendibilità del governo Berlusconi (http://is.gd/fyk86r), ecco che Herman Van Rompuy sembra dare quell'assist che potrebbe consentire a Berlusconi di riformare finalmente le pensioni in Italia, a partire da quelle d'anzianità. Van Rompuy, il "Mister Euro" che presiederà i prossimi due summit all'anno dell'Eurozona, afferma infatti che entro mercoledì, quando si riunirà nuovamente il Consiglio europeo, Berlusconi dovrà portare "rassicurazioni" sul fatto che l'Italia attuerà veramente "le misure che ha promesso". Il premier sembra quindi pronto a "portare avanti provvedimenti" che ha "sempre avuto in testa", compresa, e in primis, la riforma previdenziale. "In UE si è parlato di un uguale età pensionabile per tutti" anticipa Berlusconi, che dovrebbe essere raggiunta a 67 anni, annunciando che Bossi e la Lega Nord stavolta non potranno mettere i bastoni tra le ruote perché, sottolinea, "siamo l'unico Paese ad avere anche le pensioni di anzianità". "Farò quello che non ho potuto fare per colpa di altri - insiste Berlusconi - useremo gli immobili dello Stato per azzerare il deficit. La riforma delle pensioni sarà all'ordine del giorno", probabilmente del Conisglio dei ministri che il premier intende convocare per lunedì. D'altronde, insiste il Cavaliere, "bisogna tener presente che la vita media in Italia è intorno agli 80 anni e per i giovani diventa difficile mantenere persone che vanno in pensione a 58 anni ma che poi vivono fino agli 80. E' un carico sulle loro spalle ingiusto". Come appare ingiusto il mancato ricambio generazionale, l'unico investimento che potrebbe davvero far rendere nuovamente l'Italia indipendente da logiche di mercato e speculative. Ma forse quest'ordine non è ancora partito da Bruxelles.

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