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PD, Causi: Beppe Grillo mente su risparmi con tetto a pensioni di 5mila

Marco Causi, capogruppo del PD in commissione Finanze, afferma che Beppe Grillo non ha detto la verità quando, a Porta a Porta, ha sostenuto che "'mettendo un tetto alle pensioni a 5.000 euro si possono recuperare 7 miliardi' per il finanziamento del reddito minimo di cittadinanza". Per il deputato del PD "alle fine, il vero risparmio per lo Stato sarebbe di 3,2 meno 1,3 miliardi, dunque di 1,9 miliardi

"Beppe Grillo ha dichiarato a Porta a Porta che 'mettendo un tetto alle pensioni a 5.000 euro possiamo recuperare 7 miliardi' per il finanziamento del reddito minimo di cittadinanza. E' una balla: il blocco degli assegni pensionistici sopra 5.000 euro mensili vale un risparmio inferiore a 2 miliardi" sottolinea Marco Causi, capogruppo del PD in commissione Finanze, aggiungendo: "Meno male che si dice pronto a governare...chissà con quali conseguenze per il Paese". Per Causi "i conti sono facili da fare. - e spiega - Basta prendere le ultime statistiche Istat-Inps pubblicate il 2 aprile scorso. I pensionati che percepiscono assegni (al lordo delle tasse) sopra i cinquemila mensili sono 210.914, per un importo complessivo di 16,9 miliardi. Se a ciascuno/a fosse dato 5.000 al mese per tredici mensilità la spesa scenderebbe a 13,7 miliardi, con un risparmio di 3,2 miliardi. Al tempo stesso però questi contribuenti pagherebbero meno tasse. Poiché a quei livelli di reddito (sopra 55 mila all'anno) l'aliquota è il 41 per cento, la riduzione di imposte versate allo Stato sarebbe di almeno 1,3 miliardi. Alla fine, il vero risparmio per lo Stato sarebbe di 3,2 meno 1,3 miliardi, dunque di 1,9 miliardi". Per Marco Causi quindi "la strada maestra è quella proposta dal Partito Democratico: da un lato, procedere a una riforma in senso universalistico dei regimi di sussidio ai redditi dei disoccupati; dall'altro, ampliare le risorse disponibili per le politiche di inclusione sociale (tramite gli assegni di inclusione, o il reddito minimo di inserimento) chiamando tutti i contribuenti più abbienti (e non solo i pensionati) a un contributo progressivo di solidarietà. Con 2 miliardi si potrebbero beneficiare 500mila famiglie, condizionando il sussidio alla formazione e riqualificazione professionale e all'obbligo d'istruzione per i figli minori".

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