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Manovra approda in Senato: riforma pensioni in vista, ma aut aut Lega

Inizialmente una riforma sull'innalzamento dell'età pensionabile era stata esclusa in manovra, ma cioè che era uscito dalla porta potrebbe rientrare dalla finestra, visto che sembra esserci un ampio consenso (trasversale) su questo tema. Solo la Lega Nord pare essere fermamente contraria.

Sta per iniziare la discussione parlamentare per la conversione in legge della manovra correttiva bis, quella da 45,5 miliardi di euro che si va ad aggiungere a quella precedente da quasi 80 miliardi di euro. Una discussione che si preannuncia animata, anticipata in questi giorni da varie dichiarazioni e prese di posizione da parte di numerosi esponenti politici, sia dell'opposizione che della maggioranza di governo. La manovra, così come è stata presentata e strutturata, sembra piacere davvero a pochi, e se da una parte ci sono i "frondisti" del Pdl che promettono emendamenti per cercare di renderla meno "iniqua", dall'altra c'è l'opposizione che presenta proposte parallele e a saldi invariati, come specificato da Silvio Berlusconi pochi giorni fa. Ma prima di tutto il governo dovrà cercare di trovare un compromesso con la Lega Nord, che non sembra ammettere discussioni su una eventuale riforma delle pensioni (cioè innalzare l'età pensionabile). I vertici del Carroccio si sono riuniti in una segreteria politica per stabilire la linea da seguire, al termine della quale Roberto Calderoli rimarca che "le norme relative alla previdenza contenute nel decreto legge 138 sono idonee e non suscettibili di modifica vista l'intesa raggiunta a riguardo tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi". In poche parole, cioè, le pensioni non si toccano. Ma i leghisti pretendono anche "l'assoluta necessità di un ridimensionamento dell'intervento sulle autonomie locali". La maggioranza pare essere quindi sotto scacco della Lega Nord, che sembra di capire non voterà alcuna manovra se su questi due punti non verrà rispettata la volontà del Carroccio. Ma favorevoli, per esempio, ad una riforma previdenziale è per esempio il Terzo Polo, in particolare l'Udc di Pier Ferdinando Casini che invita Silvio Berlusconi a non cedere al "ricatto" del Senatur. Se infatti "troverà questo coraggio troverà anche in Parlamento i voti necessari per approvare il decreto", promette l'Udc. Anche i "frondisti" del Pdl sembrano favorevoli ad un innalzamento dell'età pensionabile, mentre Scajola (in una intervista a La Repubblica) sottolinea che "la Lega è un alleato prezioso ma non ha il diritto di veto o di decisioni assolute". Angelino Alfano, invece, in una intervista a La Stampa, spiega che il Pdl farà "un ultimo tentativo per dire alla Lega che, vivendo di più, è ragionevole lavorare più a lungo" facendo notare che una riforma delle pensioni servirà a "ridurre i tagli agli enti locali". Alfano sembra quindi aver gettato l'esca, visto che il Carroccio punta anche ad un ridimensionamento dei tagli per le autonomie locali, e ora bisognerà vedere se la Lega Nord e Umberto Bossi "abboccheranno". Ma in caso contrario, visto il trasversale consenso che sembra esserci per una riforma sull'innalzamento dell'età pensionabile, forse questa volta i voti del Carroccio potrebbero anche non essere indispensabili.

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