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Manovra al "minimo sindacale". Polemiche su tagli alle pensioni

Nella manovra da 47 miliardi di euro ecco prevista anche una una revisione della rivalutazione delle pensioni, che da più parti chiamano già "blocco". E anche per ItaliaFutura di Montezemolo questa manovra è al "minimo sindacale".

Per il leader dell'opposizione, Pier Luigi Bersani, la manovra correttiva da 47 miliardi di euro è semplicemente una "bomba ad orologeria innescata da impreparati" perché "è una manovra depressiva e di tagli che abbassa la crescita" spiegando che le misure adottate dal governo lascieranno "l'Italia con il cappio al collo". E ora che cominciano a delinearsi chiaramente i primi interventi, in tanti (anche dalla maggioranza) cominciano a storcere il naso sempre di più. Osteggiata da più parti, per esempio, la misura sulla rivalutazione di una quota consistente di assegni pensionistici, tanto che anche il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, promette battaglia, sostenendo che "le pensioni non si toccano". Gli fa eco anche il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, che avverte: "Per quindici giorni su questo tema si ballerà e vedremo se le Camere saranno più sagge di qualche ministro lobbista" promettendo invece di chiedere "il taglio delle pensioni d'oro". Per Felice Belisario, dell'Idv, invece "lo stop alle rivalutazioni delle pensioni è una patrimoniale ai danni di 13 milioni di pensionati" nonché "un vero e proprio insulto" quello di "colpire da un lato 13 milioni di pensionati, molti dei quali già stentano ad arrivare a fine mese e, dall'altro, pesare con il misurino del farmacista, dilatandoli nel tempo, i tagli dei costi della politica". Ma pronta arriva la precisazione dell'Inps che sottolinea che non ci sarà "uno stop alla rivalutazione delle pensioni ma una revisione per fasce, anche se in misura progressivamente inversa rispetto all'entità della pensione". In poche parole le pensioni più basse fino a tre volte il minimo (che per il 2011 è di 476 euro), cioè fino a un importo di 1428 euro mensili, saranno rivalutate al 100 per cento. Quelle pensioni tra tre e cinque volte il minimo, saranno invece rivalutate al 100 per cento nella fascia fino a 1428 e al 45 per cento nella fascia fino a 2380 mentre quelle oltre cinque volte il minimo saranno rivalutare al 100 per cento nella fascia fino a 1428 euro, al 45 per cento nella fascia da 1428 a 2380, e solo nella quota superiore a 2380 euro mensili non avranno rivalutazione. Però, nonostante tale puntalizzazione, anche per Bonanni, segretario della Cisl, "il blocco delle rivalutazioni delle pensioni" rimane "socialmente ingiusto", sottolineando il fatto che "la norma che riduce la rivalutazione delle pensioni per la fascia da tre a cinque volte il trattamento minimo, tenendo conto dell'inflazione, rende ancora più vulnerabili quei pensionati che negli ultimi quindici anni hanno già visto ridursi il potere di acquisto delle loro pensioni". Di "gravità inaudita" delle "decisioni prese nella manovra Tremonti" parla anche Trefiletti della Federconsumatori e Lannutti di Adusbef, sottolineando che la modifica o l'annullamento dell'adeguamento delle pensioni "procurerà un danno rilevante per milioni di pensionati per circa 600 euro in media all'anno a chi verrà azzerato l'automatismo e di 300 euro per quelli a cui l'automatismo verrà ridotto del 55 per cento". Per Lannutti e Trefiletti si tratta quindi di "macelleria sociale", soprattutto se si pensa, sottolineano, che "a questa disgraziata decisione" della revisione della rivalutazione delle pensioni si dovrà aggiungere "il blocco degli stipendi dei lavoratori pubblici e un aumento fortissimo delle tassazioni sui carburanti". E se la CGIL ritiene tale intervento sulle pensioni "inaccettabile, iniquo e vessatorio" perché "ancora una volta colpisce gli stessi e non le grandi ricchezze" scaricando "su lavoratori e pensionati il costo del risanamento" come evidenzia il segretario confederale Vera Lamonica, anche Luca Cordero di Montezemolo, attraverso la sua associazione ItaliaFutura, parla di una manovra al "minimo sindacale con alcune ridicole prese in giro sui costi della politica (dove si annunciano misure puramente simboliche) e una buona quantità di assegni post-datati". In una rticolo di Carlo Calenda, infatti (http://is.gd/HQtiri), ItaliaFutura nutre "forti dubbi che, nel medio periodo" la manovra così com'è strutturata "risulterà sufficiente per arginare le turbolenze finanziarie internazionali".

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