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Giovannini: se l'economia non cresce non c'è sistema pensionistico che tenga

Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, annuncia che nel 2014 ci sarà lo stop della rivalutazione rispetto all'inflazione per i redditi da pensione superiori a 6 volte il minimo, e chiarisce che il governo non è disposto a varare un "controriforma" Fornero. Inoltre, Giovannini sottolinea che "se l'economia non cresce e l'occupazione non cresce, allora non c'è sistema pensionistico che possa reggere".

Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, in audizione alla Camera, ha annunciato che "nel 2014 non ci sarà rivalutazione rispetto all'inflazione per i redditi da pensione superiori a 6 volte il minimo, circa 3.000 euro al mese". Giovannini ha quindi spiegato che per le pensioni fino a tre volte il minimo la rivalutazione sarà invece piena, mentre sarà rispettivamente del 90% e del 75% per gli importi delle pensioni che vanno dai tre alle cinque volte il minimo e tra i cinque e le sei volte il minimo. Il ministro del Lavoro, inoltre, anticipa che negli anni successivi al 2014 ci sarà una rivalutazione del 75% per le pensioni più alte. Affrontano il tema della riforma delle pensioni varata dall'ex ministro Elsa Fornero, Enrico Giovannini chiarisce che finora le proposte presentate in Parlamento per attuare delle modifiche "in termini di maggiore flessibilità di uscita sono incompatibili con i conti pubblici". Il ministro del Walfare infatti spiega che ciò farebbe "aumentare in modo consistente le uscite per il pensionamento con un aggravio per la finanza pubblica di alcuni miliardi". In altre parole, per Giovannini non è davvero il momento di attuare una "controriforma", chiarendo comunque che "se l'economia non cresce e l'occupazione non cresce, allora non c'è sistema pensionistico che possa reggere. Non ce n'è per nessuno".

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