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Fornero: riforma pensioni destinata a fallire senza quella del lavoro

Elsa Fornero ha smesso di piangere e spiega che le pensioni di anzianità scompariranno entro il 2018, precisando però che senza un "nuovo mercato del lavoro" la riforma sarà destinata a fallire miseramente.

Elsa Fornero non piange più e torna a rivestire il ruolo di ministro del Lavoro e della Politiche Sociali. Dopo che Giorgio Napolitano ha emanato il decreto sulla manovra, la Fornero interviene nel corso di un'audizione alla Camera, dove precisa immediatamente che fare la riforma delle pensioni è stata la parte "più facile" del lavoro, anche perché, potrebbe obiettare forse qualcuno, il governo tecnocrate sembra essersi limitato a fare cassa andando a toccare principalmente i "redditi medio-bassi", come sottolineato alla Camera anche da Donadi dell'IdV (leggi http://is.gd/7RaTTL), tanto che Antonio Di Pietro ha spiegato che questa "squadra di professori" sembra essere stata chiamata "solo per fare gli esattori fiscali della povera gente". Elsa Fornero, quindi, precisa che la parte "difficile" sarà la riforma del mercato del lavoro, specificando inoltre che "la riforma (previdenziale, ndr) punta tutto, e fallirà se non sarà così, su un nuovo mercato del lavoro che funziona bene, che dà occupazione ad un maggior numero di persone". I soliti maliziosi avranno quindi probabilmente pensato non tanto al se ma a quando ci si accorgerà del fallimento. La Fornero spiega poi che "non c'è una norma di legge per la quale le pensioni di anzianità scompariranno" ma che questa sarà invece una naturale conseguenza della riforma, specificando che quindi "dal 2018 non dovrebbe più essere possibile andare in pensione anticipata rispetto all'età di vecchiaia". In poche parole, i tecnici del governo hanno semplicemente osservato che l'entrata nel mondo del lavoro, da parecchi anni a questa parte, oltre ad essere sempre più difficoltosa è estremamente ritardata. Ciò sembra andar a significare che nessuno, dal 2018 in poi, riuscirà a versare abbastanza contributi (42 anni) per permettersi di andare in pensione prima dei 66 anni d'età fissati dalla riforma Fornero. Il dramma, comincia già a sottolineare qualcuno, sarà però il fatto che probabilmente, a causa dello stato in cui versa l'attuale mercato del lavoro, progressivamente sempre meno persone riusciranno ad accumulare a 66 anni ben 42 anni di contributi. La scelta sarà continuare a lavorare (magari fino a 75 anni e oltre) o andare in pensione con la minima. Una prospettiva che pare tutt'altro che equa. E probabilmente per questo Elsa Fornero specifica che senza una "riforma del mercato del lavoro" quella delle pensioni è destina a fallire.

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