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Esodati in piazza, ma per Fornero solo 65mila. CGIL: dati sballati

Per Elsa Fornero il numero degli esodati ammonta a solo 65mila, confermando tutte le coperture. Alemno 5 volte tanto per CGIL, CIL e UIL; che oggi scenderanno in piazza per manifestare "la drammatica situazione delle migliaia di persone senza più stipendio e senza pensione".

Per Elsa Fornero i cosidetti "esodati" (http://is.gd/fLSy0t) sono solo 65mila, e non si riferisce a quelli che oggi scenderanno in piazza a Roma per manifestare "la drammatica situazione delle migliaia di persone senza più stipendio e senza pensione", come sottolinea la CGIL.
Il Ministero del Lavoro, infatti, conferma che dopo un "controllo dei dati scrupoloso e preciso" gli esodati sono 65mila, esattamente come già ipotizzato, tanto che si precisa come "l'importo finanziario individuato dalla riforma delle pensioni, attuata col decreto Salva Italia, è adeguato a corrispondere a tutte le esigenze senza dover ricorrere a risorse aggiuntive".
Numeri che per la CGIL sono completamente "sballati", visto che "si riferiscono, come sa bene lo stesso governo, ad una sola delle tipologie di lavoratori senza stipendio e senza pensione", come precisa Vera Lamonica, segretario confederale CGIL.
Un "governo che scherza con il fuoco", tuona ancora Lamonica, sottolineando che "se fossero veri questi dati di oggi non si capirebbe perché si è voluto tenere per mesi l'intero Paese in ansia, non si capirebbe il lungo lavoro del Parlamento sul Milleproroghe", evidenziando poi come sia "ben strano che proprio ieri (11 aprile, ndr) l'INPS, in sede di commissione parlamentare, abbia dato una cifra molto diversa (130mila) di quella fornita dal ministero".
Per riassumere, quindi, per i sindacati gli esodati ammontano a circa 350mila, per l'INPS a circa 130mila mentre per il governo dei tecnici (che i conti li dovrebbe saper fare) a solo 65mila, con Elsa Fornero che aggiunge che è stato quindi fugato "un ingiustificato allarmismo".
Concordano sul fatto che i dati forniti dal Ministero del Lavoro sono completamente sbagliati anche gli altri sindacati, UIL, UGL e CISL. Il segretario confederale della UIL, Domenico Proietti, spiega che il governo sta riproponendo semplicemente "la quantificazione già ipotizzata in occasione del decreto del 6 dicembre scorso e palesemente riferita a solo una parte delle tipologie di lavoratori da salvaguardare", mentre il segretario generale dell'UGL, Giovanni Centrella, aggiunge che "i numeri veri non sono questi e il governo continua a giocare sulla pelle di lavoratori che hanno faticato per una vita e che adesso non possono andare in pensione, nè possono sperare di avere un lavoro tantomeno un ammortizzatore sociale, 'grazie' alle norme contenute nell'ultima riforma previdenziale varata dall'esecutivo tecnico".
Dello stesso avviso anche Raffaele Bonanni della CISL, che fa notare che "se il ministro fa diventare piccolo il perimetro anche il numero diventa piccolo".
Vera Lamonica della CGIL ricorda infine al governo anche "lo scandalo delle ricongiunzioni onerose (http://is.gd/fLSy0t), lascito del governo Berlusconi, e da questo governo confermato, e sul quale, peraltro, i conti resi noti e di cui nessuno assume la paternità, sono palesemente inattendibili" tanto che "è necessario ripristinare equità e diritto".
CGIL, CISL, UIL saranno quindi oggi in piazza a Roma, a partire dalle 9,30 in piazza della Repubblica (Esedra), per ricordare al governo che "il diritto alla pensione non è un privilegio. Il diritto alla pensione non può essere una lotteria". La manifestazione si concluderà in piazza SS.Apostoli, dove parleranno i tre leader sindacali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

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