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Esodati: Monti e Fornero firmano per solo 65mila. Gli altri aspettino

Mario Monti ed Elsa Fornero firmano un decreto per "salvaguardare" solo 65mila esodati , nonostante il governo sia "consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate".

Pochi giorni fa Susanna Camusso era stata chiara nel sostenere che la soluzione in due tempi per il problema degli esodati, così come era stata paventata dal governo, è "il simbolo del disprezzo delle persone".
Ma Mario Monti ed Elsa Fornero non sembrano avere però cedimenti, anche se di fronte a loro ci sono migliaia di persone che rischiano di rimanere per anni senza uno stipendio e senza una pensione perché la riforma previdenziale varata dal ministro del Walfare ha fatto saltare molti accordi stipulati tra l'azienda e l'Inps, che è un ente dello Stato.
In altre parole, lo Stato si rimangia la parola data cambiando le regole del gioco nel corso della partita, tanto che anche il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, chiedeva al governo di "trovare una soluzione per tutti gli esodati, non solo per i 65.000 individuati dall'esecutivo".
Ma per far quadrare i conti del "Salva Italia" i tecnici si sono limitati a conteggiare solo 65.000 esodati, e questi sono rimasti da "salvaguardare", nonostante gli innumerevoli appelli, nel decreto appena firmato da Elsa Fornero e Mario Monti.
In una nota di Palazzo Chigi il governo si limita a precisare di essere "consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia come, in particolare, i lavoratori per i quali sono stati conclusi accordi collettivi di uscita dal mondo del lavoro e che avrebbero avuto accesso al pensionamento in base ai previgenti requisiti, a seguito di periodi di fruizione di ammortizzatori sociali" impegnadosi "per questi altri lavoratori a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili".
Intanto, "questi altri lavoratori" rimangono in balia di un destino (economico) che non è più nelle loro mani.

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