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Decreto pensioni, ok alla Camera. Gnecchi (PD): va nella giusta direzione

"Il decreto in materia di pensioni va nella giusta direzione anche se non prevede tutti gli interventi che avremmo voluto. Per questo il PD vota favorevolmente invitando tutti a collaborare per risolvere i problemi della manovra Salva Italia che sono aperti e che hanno bisogno di correzioni", così in un comunicato Maria Luisa Gnecchi, rappresentante dem.

Passa l'esame della Camera il decreto legge pensioni, emanato in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco dell'indicizzazione deciso dal governo Monti. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 310 sì, 164 no e due astenuti e passa al Senato. Il decreto scade il 20 luglio e deve ancora essere esaminato dal Senato. "Il decreto in materia di pensioni va nella giusta direzione anche se non prevede tutti gli interventi che avremmo voluto" dichiara in una nota Maria Luisa Gnecchi, capogruppo PD in commissione Lavoro, aggiungendo: "Per questo il Pd vota favorevolmente invitando tutti a collaborare per risolvere i problemi della manovra Salva Italia che sono aperti e che hanno bisogno di correzioni".
"La legge Fornero - spiega Gnecchi - è stata una manovra per salvare l'Italia dalla bancarotta e non una riforma delle pensioni. Abbiamo previsto sei salvaguardie per gli esodati e possiamo dire ai colleghi delle opposizioni, che ci accusano di aver votato quella manovra, che abbiamo la coscienza a posto per le correzioni fatte fin da subito alla legge Fornero; dobbiamo andare avanti pensando anche alle pensioni dei giovani. Già nel decreto è previsto che la rivalutazione del montante contributivo, quindi dei propri contributi versati nell'arco di tutta la vita lavorativa, debba sempre essere positivo, almeno l'1% indipendentemente dall'eventuale pil negativo".
La deputata del PD quindi conclude: "Dobbiamo tutti insieme Camera, Senato e Governo correggere le attuali distorsioni del sistema che, senza nessun intervento, permetterebbe a quasi tutte le donne di andare in pensione solo a 70 anni, perchè la manovra prevede che per andare prima si debba avere un calcolo di pensione superiore a 600 euro mensili. La sentenza della Consulta che ha reso necessario questo decreto deve essere letta tutta e non presa a pezzi; in essa c'è un invito chiaro a tenere presente i più poveri. Invece durante la discussione del decreto sono stati presentati emendamenti per restituire la indicizzazione anche alle pensioni più alte, alle famigerate pensioni d'oro".

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