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Decreto pensioni, Giacobbe (PD): perequazione automatica torni strumento equo

"Il decreto pensioni che oggi viene esaminato dal Senato riconosce una rivalutazione, pur limitata, anche alle pensioni superiori a tre volte il minimo per gli anni 2012 e 2013. Le pensioni non hanno altro strumento che la perequazione automatica per essere difese dalla perdita di potere d'acquisto, e questo strumento deve tornare ad essere efficace ed equo", così in una nota Anna Giacobbe dal Partito Democratico.

"Il decreto pensioni che oggi viene esaminato dal Senato riconosce una rivalutazione, pur limitata, anche alle pensioni superiori a tre volte il minimo per gli anni 2012 e 2013; considerando le difficoltà di finanza pubblica che ancora ci sono e la necessità di destinare risorse anche ad altre esigenze urgenti, si tratta di una soluzione equa a tutela soprattutto dei redditi che più avevano sofferto del il blocco previsto dal 'Salva Italia' del 2011" osserva in una nota Anna Giacobbe, componente della commissione Lavoro.
La deputata del PD ricorda che "i sindacati dei pensionati questa mattina hanno manifestato unitariamente, con un presidio organizzato da SPI, FNP e UILP presso il Pantheon, per chiedere attenzione per la condizione degli anziani" ammettendo che "i pensionati hanno un credito nei confronti del Governo e del Parlamento" perché "sono troppe le pensioni che, nonostante siano frutto di tanti contributi versati, sono vicine alla soglia di povertà relativa, soprattutto per le donne. - aggiungendo - I pensionati italiani pagano più tasse rispetto alla media dei loro 'colleghi' degli altri Paesi europei; le pensioni non hanno altro strumento che la perequazione automatica per essere difese dalla perdita di potere d'acquisto, e questo strumento deve tornare ad essere efficace ed equo".
L'esponente dem anticipa quindi che "giovedì prossimo i sindacati dei pensionati di CGIL e UIL incontreranno il Governo per proseguire il confronto avviato nelle scorse settimane. - concludendo - Sono organizzazioni che rappresentano davvero milioni di anziani, rappresentanza certificata. E' un'occasione da non sprecare per rendere giustizia a persone che lo meritano e per riannodare i fili di un rapporto tra persone, gruppi sociali e politica che, anche per queste generazioni, si è allentato. Insieme a questo, è tempo che si apra davvero il confronto in Parlamento e con le organizzazioni sociali sulle modifiche alle legge Fornero".

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