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Camusso su pensioni: 40 numero intoccabile. Marcegaglia: ma valicabile

Elsa Fornero potrebbe andare ad aumentare, nella annunciata riforma previdenziale, il numero di anni obbligatori di lavoro per andare in pensione. Susanna Camusso spiega che "40 è un numero magico e intoccabile". Marcegaglia non così d'accordo.

La riforma delle pensioni arriverà entro pochi giorni, e tra i provvedimenti al vaglio del ministro del Lavoro Elsa Fornero ci potrebbe essere anche l'innalzamento del numero di anni obbligatori di lavoro per poter andare in pensione, che potrebbe aumentare da 40 (attuali) fino a 43. Susanna Camusso della CGIL, intervenendo ad un convegno sul lavoro a Bologna, commenta seccamente tali indiscrezioni, spiegando che "il Governo deve sapere che 40 è un numero magico e intoccabile e mi pare che questo sia esaustivo della discussione". La Camusso precisa quindi che per evitare di continuare a parlare solo in base a "vociferazioni" sarebbe ora che "il Governo chiami le parti e ponga il tema di quali scelte intende fare e come intende discuterne", sottolineando come per adesso non sia ancora "arrivata nessuna convocazione alle parti sociali per discutere la questione delle pensioni". Contrario all'aumento del numero di anni obbligatori prima di ottenere la pensione di anzianità sembra essere anche il segretario generale della UIL Luigi Angeletti, che definisce come un "sopruso" una riforma in tal senso. "Già riteniamo ingiusta la finestra dei 40 anni attualmente prevista" spiega Angeletti, che precisa come inoltre "i lavoratori non avrebbero nessun aumento alla pensione" ma "lavorerebbero gratis", concludendo: "E' un obolo, una donazione alle casse pubbliche". Favorevole invece ad un provvedimento sull'innalzamento degli anni necessari per andare in pensione è Emma Marcegaglia di Confindustria, che dichiara: "Qui di intoccabile ormai non c'è più niente. Noi siamo disponibili a tutto quello che è necessario", chiarendo quindi che "le pensioni vanno toccate, e 40 non è un numero invalicabile". "Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia ha proprio ragione" replica in una nota, quindi, Danilo Barbi, segretario confederale della CGIL, spiegando che la numero uno di Confindustria "ha anche ragione a ricordarci che in una situazione così drammatica dal punto di vista economico come l'attuale, non è più il momento di porre veti, perché bisogna salvare il Paese". "Ma allora - sottolinea quindi Barbi - perché non cominciamo dalla patrimoniale?", precisando infine che non solo "in molte vertenze reali sono le aziende che spingono per espellere i lavoratori di una certa età" ma che "per quanto riguarda l'età pensionabile i lavoratori hanno già pagato per i provvedimenti del precedente Governo".

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