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Abrogazione legge Fornero: 20 gennaio decide Corte Costituzionale. Anap: problema è occupazione

E' attesa per il 20 gennaio 2015 la decisione della Corte Costituzionale in merito all'ammissibilità del referendum per l'abrogazione della legge Fornero. Intanto, da più parti c'è chi invoca un intervento sulle pensioni magari sotto forma dell'ennesimo "contributo di solidarietà" nei confronti in particolare di chi ha maturato l'assegno previdenziale attraverso il calcolo retributivo. Il presidente dell'Anap però chiarisce: "In Italia il vero problema è l'occupazione".

E' attesa per il 20 gennaio 2015 la decisione della Corte Costituzionale in merito all'ammissibilità del referendum per l'abrogazione della legge Fornero, di cui è promotore la Lega Nord. Se i giudici della Consulta riterranno ammissibili i quesiti posti dal Carroccio, è probabile la netta vittoria dei 'sì' quando i cittadini saranno chiamati a votare per il referendum che ha come obiettivo quello di annullare di fatto le norme contenute nell'articolo 24 della legge 214 del 2011 dal titolo "Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici", meglio nota appunto come legge Fornero. E mentre le casse dell'Inps tremano al solo pensiero, da più parti c'è chi invoca un intervento sulle pensioni (ed i pensionati) magari sotto forma dell'ennesimo "contributo di solidarietà" nei confronti in particolare di chi ha maturato l'assegno previdenziale attraverso il calcolo retributivo. Giampaolo Palazzi, presidente dell’Anap (Associazione nazionale anziani e pensionati), fa notare però che "il problema, il vero problema è l'occupazione". Commentando gli ultimi dati dell'Istat sulla disoccupazione, salita al 13,4%, Palazzi dell'Anap in una nota infatti sottolinea: "Questi dati dovrebbero far riflettere quanti ritengono che sia prioritario mettere ancora le mani nelle tasche dei pensionati (ai quali peraltro, inspiegabilmente, non è stato esteso il bonus degli 80 euro) con pensioni superiori ai 2 mila euro lordi, ‘rei’ di essere andati in pensione con le regole in vigore nel tempo e non con quelle introdotte successivamente".

Il Presidente dell'Anap evidenzia infatti che "se solo in Italia si raggiungessero i livelli della Francia, ci sarebbero 3,5/4 milioni di occupati in più, che farebbero affluire all'Inps circa 40 miliardi di entrate contributive. - aggiungendo - Ed è immaginabile che tra questi occupati in più la stragrande maggioranza sarebbero giovani. Si aprirebbero gli spazi per diminuire le aliquote contributive di almeno 5-6 punti percentuali, con possibili riflessi sul salario netto dei lavoratori e in ogni caso sul costo del lavoro. In questa prospettiva, inoltre, aumenterebbero le entrate fiscali e quindi si libererebbero risorse per il welfare, la sanità e le politiche sociali". Palazzo prosegue evidenziando quindi che "il problema del nostro Paese non è tanto l’andamento demografico, che vede l’aumento del numero degli anziani e la scarsità di nuovi nati (è anche questo, e si devono incentivare le nascite), e non è neanche il grande fardello del debito pubblico (quelli di Stati Uniti e Giappone sono più alti), ma è soprattutto il basso tasso di popolazione occupata, specialmente tra le donne e i giovani". Il Presidente dell'Anap conclude infine chiarendo quanto sia "evidente che il problema è tutto di crescita economica in grado di creare nuova occupazione, - ed auspica - E' su questo che vanno concentrati gli sforzi del Governo e indirizzate le scelte delle istituzioni europee, abbandonando criteri rigoristici troppo rigidi".

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