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Vuoi pensione 3 anni prima? Restituiscila in 20 anni di rate con interessi

Il governo ha proposto ai sindacati la sua genaile idea per far andare in pensione 3 anni prima i lavoratori. La pensione anticipata dovrà essere restituita in 20 anni di rate con interessi, e l'assegno previdenziale verrebbe così tagliato del 15%. In sostanza, lo Stato vorrebbe far indebitare i pensionati che finirebbero di pagare le rate a circa 84 anni. E se passano a miglior vita prima?

Il governo sta pensando a come far anticipare la pensione a chi decide di uscire qualche anno prima dal mondo del lavoro. In alcuni casi, poi, poter maturare prima la pensione di vecchiaia sarebbe invece un vero e proprio paracadute, quando cioè il lavoro non si vuole lasciarlo ma si è costretti a farlo. Il governo quindi ha proposto ai sindacati l'idea di un prestito pensionistico da restituire con rate fino a 20 anni con gli interessi. L'esecutivo Renzi quindi ipotizza una lunga vita per i pensionati, che in base a questa proposta dovrebbero riuscire a restituire allo Stato quei 3 anni di assegni previdenziali anticipati all'età circa di 84 anni e passa. Ed infatti il MoVimento 5 Stelle chiarisce che "è una follia chiedere a un 65enne di indebitarsi per andare in pensione. Siamo di fronte al solito regalo alle banche travestito da artificio finanziario in nome della flessibilità". Non solo. E' prevedibile che ad indebitarsi obtorto collo potrebbero essere anche i familiari del pensionato se questo, disgraziatamente, dovesse passare a miglior vita prima di restituire tutto il prestito che, c'è da scommerterci, in questo caso sarà tutto fuorché flessibile. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Tommaso Nannicini assicura che il prestito pensionistico "non è una penalizzazione ma una rata di ammortamento" ma annuncia già che "la rata potrebbe arrivare al 15% della pensione per i vent'anni nei quali si ripaga il prestito". Solo "per alcuni soggetti più deboli e meritevoli di tutela" ci potrebbe essere una detrazione fiscale sulla parte del capitale anticipato, con possibile penalizzazione sulla pensione più bassa per chi ha perso il lavoro. La prima risposta dai sindacati, che invece chiedevano una revisione dei requisiti di accesso alla pensione previsti dalla legge Fornero, dovrebbe arrivare il 23 giugno, data fissata per il prossimo incontro con il governo.

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