le notizie che fanno testo, dal 2010

Pena di morte: appello Amnesty per salvare la vita di Troy Davis

Tanti attivisti negli Stati Uniti, e non solo, si mobilitano per cercare di salvare la vita di Troy Davis, condannato in Georgia alla pena capitale ma sulla cui colpevolezza, tra l'altro, rimangono seri dubbi, come sottolinea Amnesty International che lancia un appello mondiale.

Tanti attivisti negli Stati Uniti, e non solo, si mobilitano per cercare di salvare la vita di Troy Davis, che verrà ucciso nelle carceri dello Stato della Georgia perché condannato a morte nel 1991, ma sulla cui colpevolezza rimangono ancora seri dubbi. Amnesty International lancia un appello mondiale (http://is.gd/fgzKkI) diretto anche al Comitato statale della Georgia competente a valutare le domande di grazia, specificando che "nessuna prova fisica collega direttamente Davis all'omicidio e l'arma del delitto non è mai stata trovata. Il caso Davis si basa soprattutto sulle testimonianze oculari - aggiungendo - Dall'inizio del processo, tuttavia, sette dei nove testimoni chiave hanno ritrattato o cambiato la loro testimonianza, dichiarando di aver originariamente accusato Davis su pressione della polizia". Quella del 21 settembre è per Troy Davis la quarta data di esecuzione, visto che le precedenti tre sono state sospese. La prima volta nel 2007, quando l'ufficio per la grazia e la libertà vigilata ha sospeso l'esecuzione dichiarando che non l'avrebbe autorizzata "a meno che e fino a quando i suoi membri non fossero stati convinti della colpevolezza, senza alcun dubbio, dell'imputato", ricorda sempre Amnesty International, che sottolinea anche come "la storia della pena capitale negli USA è piena di errori giudiziari. In oltre 130 casi, 90 dei quali successivi alla condanna di Davis, l'innocenza dei condannati a morte è stata scoperta prima dell'esecuzione. In diversi altri, persone innocenti sono state messe a morte". La Sezione Italiana di Amnesty International ha manifestato di fronte all'Ambasciata degli USA in via Veneto a Roma, venerdì 16 settembre, in attesa dell'ultima parola che dovrà essere pronunciata dal "Board of Pardon and Paroles", che si riunirà lunedì 19 per decidere sulla vita o la morte di un uomo.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: