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PD, Chaouki: battaglia per salvare al-Nimr non è pregiudizio verso Arabia Saudita

"La nostra battaglia per salvare la vita al giovane oppositore Ali Al Nimr rientra in una storica battaglia dell'Italia per l'abolizione della pena di morte", comunica in una nota il deputato del PD Khalid Chaouki.

"La nostra battaglia per salvare la vita al giovane oppositore Ali al-Nimr rientra in una storica battaglia dell'Italia per l'abolizione della pena di morte. Quello della salvaguardia della vita umana lo riteniamo un principio sacrosanto a difesa del quale i governi del nostro Paese - spiega il politico PD Khalid Chaouki in un comunicato -, di diversi schieramenti politici, si sono da sempre battuti in tutte le sedi internazionali a partire dalle Nazioni Unite. Non nutriamo alcun pregiudizio né culturale né di natura religiosa nei confronti dell'Arabia Saudita, alla quale il nostro Paese è legato da rapporti storici di cooperazione e impegno comune su numerosi fronti tra la cui la decisiva lotta comune contro i crimini perpetrati dall'ISIS."
"Crediamo che le battaglie sui diritti umani ci debbano vedere compatti in un fronte comune - osserva infine Chaouki -, allontanando così pregiudizi e stereotipi reciproci."
Come ricorda Amnesty International, la Corte penale speciale e la Corte suprema dell'Arabia Saudita hanno confermato la sentenza capitale nei confronti di Ali Mohammed Baqir al-Nimr, giovane attivista sciita condannato a morte per reati presumibilmente commessi all'età di 17 anni. È accusato di "partecipazione a manifestazioni antigovernative", attacco alle forze di sicurezza, rapina a mano armata e possesso di un mitra. Ali al-Nimr è nipote di un eminente religioso sciita - Sheikh Nimr Baqir al-Nimr, anch'egli condannato a morte.

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