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Agcom spieghi perché ha archiviato esposti su par condicio, chiede Tar del Lazio

"L'Agcom dovrà comparire davanti al presidente della terza sezione del Tar, Gabriella De Michele, per spiegare i motivi alla base della decisione dell'Autorità di archiviare gli esposti presentati dal Codacons e della lista che appoggia la candidatura di Carlo Rienzi a sindaco di Roma in tema di violazione della par condicio in periodo elettorale", scrive in un comunicato l'associazione dei consumatori.

"Clamorosa decisione del Tar del Lazio che oggi ha emesso un provvedimento con cui convoca per domani 26 maggio alle ore 12 l'Autorità per le comunicazioni dinanzi al Tribunale Amministrativo. L'Agcom dovrà comparire davanti al presidente della terza sezione del Tar, Gabriella De Michele, per spiegare i motivi alla base della decisione dell'Autorità di archiviare gli esposti presentati dal Codacons e della lista che appoggia la candidatura di Carlo Rienzi a sindaco di Roma in tema di violazione della par condicio in periodo elettorale, e dovrà depositare adeguata documentazione a giustificazione dei provvedimenti assunti. - informa in una nota l'associazione dei consumatori - In assenza di tali atti, l'Agcom rischia una denuncia per omissione di atti d'ufficio. La lista 'Codacons per Roma', infatti, a seguito della palese violazione delle norme sulla par condicio ad opera delle principali trasmissioni televisive Rai, Mediaset e La7, ha impugnato al Tar la decisione dell'Agcom di archiviare gli esposti presentati. I giudici amministrativi hanno deciso di vederci chiaro, convocando per domani l'Agcom."

"Intanto prosegue la protesta della Lista Codacons contro la violazione delle norme vigenti in fatto di elezioni - si comunica in ultimo -, e si estende ai quotidiani della Capitale: sabato 28 maggio alle ore 12 il candidato Carlo Rienzi si darà letteralmente fuoco davanti la sede della Fieg di via Piemonte 64 a Roma, per protestare contro i principali giornali romani che ignorano le liste minori dando spazio unicamente a Roberto Giachetti, Virginia Raggi, Giorgia Meloni, Alfio Marchini e Stefano Fassina, arrecando un enorme danno ai loro lettori i quali non solo non conoscono l'esistenza di altri candidati, ma ne ignorano programmi e proposte, con conseguente distorsione del voto il prossimo 5 giugno."

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