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Iarc: vaccino HPV 16 - 18 riduce rischio papilloma virus orale

Un nuovo studio condotto dallo Iarc, in collaborazione con il Costa Rican e l'NCI mostra per la prima volta che il vaccino contro il papilloma virus umano (HPV) tipo 16 e 18, che viene utilizzato per prevenire il cancro del collo dell'utero, fornisce anche una forte protezione contro le infezioni da HPV orale, riducendo il rischio di infezione del 93%.

Un nuovo studio condotto dallo Iarc (International Agency for Research on Cancer), in collaborazione con il Costa Rican investigators e l'United States National Cancer Institute (NCI), mostra per la prima volta che il vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) tipo 16 e 18, che viene utilizzato per prevenire il cancro del collo dell'utero, fornisce anche una forte protezione contro le infezioni da HPV orale, note per essere associate con il cancro dell'orofaringe e delle tonsille. E' quanto si legge in un comunicato stampa dello Iarc che spiega come lo studio, pubblicato sulla rivista PLoS ONE, è stato inizialmente condotto
per valutare l'efficacia del vaccino contro il cancro cervicale, anche se nel corso della ricerca è stato appurato che questo è efficacie anche per altre zone del corpo, compresa la cavità orale. I ricercatori, quindi, hanno stabilito che il vaccino ridurrebbe le infezioni da HPV 16 e 18 di oltre il 90%. Sempre lo Iarc, nella nota, spiega più dettagliatamente che 7.466 donne sane di età compresa tra 18 e i 25 anni, nel 2004 e nel 2005, hanno ricevuto il vaccino HPV16/18 o il vaccino contro l'epatite A. Di queste, 5.840 hanno fornito dei campioni orali, che sono stati utilizzati per valutare l'efficacia del vaccino contro le infezioni orali da HPV. La sperimentazione ha quindi dimostrato che il vaccino HPV16/18 ha ridotto del 93% la prevalenza di infezioni orali da papillomavirus 4 anni dopo la vaccinazione.

"Ci sono molti aspetti della malattia che ancora non capisco" ammette Rolando Herrero, autore principale dello studio, allo Iarc, spiegando: "Abbiamo bisogno di prove più dirette per dimostrare che il vaccino previene il cancro orofaringeo, ma questi risultati indicano che possiamo avere ora uno strumento importante per la prevenzione primaria di queste neoplasie sempre più comuni". Lo Iarc ricorda che la maggior parte dei tumori orofaringei sono tradizionalmente legati all'eccessivo consumo di tabacco e di alcol, anche se attualmente si pensa che il 30% dei tumori orofaringei possano essere collegati all'infezione da HPV, che avviene di norma per trasmissione sessuale. Il professor Herrero prosegue: "I risultati del nostro studio hanno dimostrato la protezione contro l'infezione orale da HPV nelle donne. Se risultati simili si osservano negli uomini, la vaccinazione dei ragazzi contro il papilloma virus può quindi diventare una importante misura di salute pubblica in aree dove i tumori orofaringei da HPV sono relativamente comuni negli uomini". Lo Iarc sottolinea come un recente studio condotto negli Stati Uniti ha mostrato che negli ultimi 20 anni, il tasso di rilevamento di HPV in campioni tumorali nelle zone orofaringee sono aumentate dal 16% al 70%.

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