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Volley, Piccinini: giovani con cellulare ultimo modello sempre sotto gli occhi

Il capitano della nazionale femminile di pallavolo Francesca Piccinini si lamenta delle nuove generazioni che "hanno la lingua lunga e il cellulare ultimo modello sempre sotto gli occhi". Il ct Marco Bonitta condivide spiegando che "non è solo una questione legata alla pallavolo, il discorso potrebbe essere allargato alla società, alle mode e ai costumi della nostra epoca".

Il 29 novembre è apparso un messaggio su una pagina non gestita dal capitano della nazionale femminile di pallavolo ma finora non smentita da Francesca Piccinini. Nel post, che comunque in calce riporta la firma di Francesca Piccinini, si legge: "In questi vent'anni di pallavolo ho attraversato quattro generazioni di atlete, ero la più piccola dello spogliatoio, e ora sono la senatrice del gruppo, e le ragazze sono cambiate tanto rispetto a quando ho iniziato io a giocare. Ho giocato con molte ragazze brave e umili. Ma spesso altre entrano in una squadra credendo che tutto gli sia dovuto, non hanno rispetto di chi è più esperto e ha una storia. Hanno la lingua lunga e il cellulare ultimo modello sempre sotto gli occhi. A 18 anni rispondono a muso duro a quelli di 40, io quando ne avevo 18 ascoltavo e sapevo stare al mio posto. Io capisco la voglia di essere giovani e sfrontati, ma bisogna avere rispetto. Soprattutto quando non hai ancora vinto niente nella vita. E comunque il rispetto serve anche se hai avuto successo".
Condivide lo sfodo di Francesca Piccinini anche il ct della nazionale italiana Marco Bonitta, che sottolinea: "Facendo un discorso in generale dal mio punto di vista ho notato che ci sono delle diverse dinamiche di approccio al gruppo rispetto a una volta. Prima si perdeva meno tempo e si lavorava di più. Di sicuro oggi per un allenatore è più difficile rapportarsi con queste generazioni rispetto alle precedenti. I ruoli, una volta, erano maggiormente rispettati. Ma non è solo una questione legata alla pallavolo, il discorso potrebbe essere allargato alla società, alle mode e ai costumi della nostra epoca". Eppure, in questi giorni si derogano i diritti (come ha fatto la Francia con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo) proprio per non rinunciare a questo "stile di vita" come vanno ripetendo i maggiori leader occidentali quando spiegano alle masse le misure restrittive che bisogna adottare per combattere il terrorismo.

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