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Ovociti coltivati in vitro maturi per fecondazione: a quando la beuta?

Per la prima volta nella storia sono stati coltivati in vitro fino alla piena maturazione degli ovociti di esseri umani, pronti per essere fecondati. Il prossimo passo è lo sviluppo di un embrione nella beuta descritta da Aldous Huxley ne "Il Mondo Nuovo".

Dopo lo sviluppo in provetta su una sorta di impalcatura tridimensionale di un embrione di topo, un gruppo di ricercatori guidati da Evelyn Telfer dell'Università di Edimburgo è riuscito dopo 30 anni di sperimentazioni a coltivare per la prima volta nella storia in vitro, fino alla piena maturazione, degli ovociti umani, la cellula gametica femminile prodotta durante il processo della gametogenesi.

In realtà, il risultato finale non è del tutto rassicurante visto che "la percentuale di ovociti che è arrivata allo stadio di una possibile fecondazione è molto bassa e inoltre ci sono molte anomalie" come spiega a La Repubblica Eleonora Porcu, responsabile del Centro di Infertilità e Procreazione Medicalmente Assistita del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna.
"Per esempio gli autori dello studio scrivono di aver notato in alcuni ovociti cresciuti in laboratorio un globulo polare enormemente grande. Segno che c'è una anomalia del processo. - osserva - Nella Pma questi ovociti generalmente li scartiamo, perché possono trasmettere anomalie ad un eventuale embrione o anche impedire la fecondazione".

Per completare l'intero processo di maturazione, i ricercatori hanno prelevato del tessuto ovarico e lo hanno coltivato in un cocktail di sostanze che sarà brevettato quando riuscirà a sviluppare sistematicamente le cellule riproduttive primitive. Quando i follicoli primari crescono e duplicano le loro dimensioni, i ricercatori rimuovono dal liquido di coltura quelli che contengono gli ovociti per collocarli su una membrana ricca di nutrienti dove giungono a piena maturazione, pronti per essere fecondati.

Tale maturazione avviene in appena 22 giorni, contro i circa 5 mesi necessari nell'organismo umano. Anche se i risultati dello studio pubblicato su Molecular Human Reproduction appaiono parziali, i ricercatori di Edimburgo annunciano già di stare attendendo l'approvazione da parte degli organi competenti "per poter verificare se gli ovociti possano effettivamente essere fecondati" e avviare quindi lo sviluppo di un embrione umano, magari in quella beuta descritta da Aldous Huxley ne "Il Mondo Nuovo".

© riproduzione riservata | online: | update: 09/02/2018

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