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Strage di Tempio, Angelo Frigeri a La Nuova: mi dispiace ma non sono stato io

La strage di Tempio (in Sardegna) non ha ancora colpevoli e movente, ma un unico indagato, Angelo Frigeri, che dal carcere si dice innocente per l'omicidio di Giovanni Azzena, della moglie Giulia Zanzani e del figlio Pietro. In una lettera, inviata a La Nuova Sardegna, Angelo Frigeri scrive: "Mi dispiace per l'accaduto non perché sia stato io, ma perché sono morte tre persone tra cui un bambino innocente che ha solo pagato le colpe del padre".

Colpevoli e movente della strage di Tempio (in Sardegna) rimangono ancora avvolti nel mistero, così come la dinamica e l'arma del delitto. Finora, l'unico dato certo è che c'è un indagato per l'assassinio di Giovanni Azzena, 52 anni, della moglie Giulia Zanzani di 48 e del figlio Pietro, 12 anni. Angelo Frigeri, dal carcere, si dichiara però innocente per la strage avvenuta lo scorso 17 maggio in via Villa Bruna, in una lettera inviata a La Nuova Sardegna. Angelo Frigeri è accusato di concorso in omicidio, il che sta a significare che gli inquirenti sospettano che ci siano altre persone implicate nel triplice omicidio della famiglia Azzena. Sul perché ci siano stati tre morti, uno dei quali un bambino innocente, non c'è però ancora una risposta, che non arriva nemmeno leggendo la lettera inviata a La Nuova Sardegna. "Il rimorso che dico e che voi (de La Nuova Sardegna, ndr) girate a vostro piacimento è che mi dispiace per l'accaduto non perché sia stato io, ma perché sono morte tre persone tra cui un bambino innocente che ha solo pagato le colpe del padre" scrive nella missiva Angelo Frigeri. Frigeri sembra quindi implicitamente sostenere che l'omicidio sia una conseguenza di qualche azione compiuta da Giovanni Azzena. Compiuta da chi, non è ancora chiaro. Angelo Frigeri prosegue: "Non ho fatto e rilasciato alcuna dichiarazione. Quindi non ho confessato nulla di tutto ciò che riportate voi. Sul fatto della lite sono stato sottoposto a controlli e non riporto alcun segno di colluttazione, e altri risultati sono nulli come quello della droga. Non ne ho mai fatto uso tanto meno quel fatidico giorno". Frigeri conclude: "Spero che non travisiate quanto ho scritto e ricordo che sono indagato e non omicida", aggiungendo un post scriptum: "La Golf menzionata non era stata venduta e perciò restituitami senza nessun debito dovuto né da parte mia né dell’Azzena". Il riferimento è alla sua Golf che negli ultimi mesi Frigeri aveva dato ad Azzena, in cambio dell'uso della Toyota Yaris della vittima.

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