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Strage Santhià: arrestato a Venezia, confessa nipote. Da capire il movente

E' durata solo poche ore la fuga di Lorenzo Manavella, il giovane ragazzo di Santhià (nel vercellese) che giovedì sera, 15 maggio, ha ucciso i nonni e la zia e poi è scappato. Il giovane di 25 anni è stato arrestato venerdì sera alla stazione di Venezia, dove era arrivato in treno, con gli abiti ancora sporchi di sangue. E' stato Lorenzo Manavella a costituirsi e a confessare l'omicidio. Da capire ancora il movente.

E' durata solo poche ore la fuga di Lorenzo Manavella, il giovane ragazzo di Santhià (nel vercellese) che giovedì sera, 15 maggio, ha ucciso i nonni e la zia e poi è scappato. Il giovane di 25 anni è stato arrestato venerdì sera alla stazione di Venezia, dove era arrivato in treno, con gli abiti ancora sporchi di sangue. E' stato Lorenzo Manavella ha consegnarsi spontaneamente alla Polizia ferroviaria, per confessare la strage. Durante il viaggio in treno ha acceso per pochi istanti il telefonino per mandare un sms a un amico, a cui ha scritto: "Ho paura". Questa mattina il giovane sarà interrogato a Vercelli, dove è stato trasferito, dai sostituti procuratori di turno. Ad essere uccisa da Lorenzo Manavella, anche se non si comprende ancora il motivo che ha scatenato tanta rabbia, la zia Patrizia Manavella, 56 anni, che era a letto con ferite in varie parti del corpo provocate da un punteruolo o un corpo contundente. Le altre vittime sono i nonni di Lorenzo Manavella, genitori di Patrizia, l'85enne Tullio Manavella e la 78enne Tina Bono, malata e costretta sulla sedia a rotelle. Una settimana prima dell'omicidio in casa di Patrizia Manavella erano entrati dei ladri, vicenda questa ora maggiormente sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti. Dopo il furto, la donna si era quindi trasferita momentaneamente a casa dei genitori. Scelta per lei fatale. I corpi senza vita sono stati ritrovati venerdì mattina, dopo che Gianluca Manavella, padre di Lorenzo, ha allertato amico di Santhià poiché non riusciva a mettersi in contatto con nessuno della sua famiglia. Gianluca Manavella era in Sardegna, con la compagna, per lavoro. L'amico si è recato davanti casa dei genitori di Gianluca Manavella ma non ottenendo risposta una volta suonato e non riuscendo ad entrare perché la porta era chiusa da dentro, con la chiave inserita nella toppa, ha chiamato i vigili del fuoco, che hanno fatto la macraba scoperta. Subito i sospetti sono caduti su Lorenzo Manavella, irrintracciabile dopo il delitto.

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