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Spari Tribunale Milano, ergastolo per Giardiello: arma introdotta 3 mesi prima

Egastolo per Claudio Giardiello, l'imprenditore 57enne che uccise tre persone e ne ferì altre due al Tribunale di Milano il 9 aprile 2015. Nel corso di dichiarazioni spontanee, Claudio Giardiello afferma che l'arma utilizzata per uccidere l'aveva introdotta nel Palazzo di Giustizia tre mesi prima, avvalando così la premeditazione.

Egastolo per Claudio Giardiello, l'imprenditore 57enne che uccise tre persone e ne ferì altre due al Tribunale di Milano il 9 aprile 2015. E' quanto ha stabilito il gup di Brescia, al termine del processo con rito abbreviato. Giardiello uccise l'avvocato Lorenzo Claris Appiani, il magistrato Fernando Ciampi e il suo coimputato, in un processo per bancarotta, Giorgio Erba.

Prima della sentenza, Claudio Giardiello ha reso dichiarazioni spontanee, confessando che la pistola utilizzata per il triplice omicidio l'aveva introdotta all'interno del palazzo di Giustizia milanese ben tre mesi prima. Tale dichiarazione ha quindi avallato la premeditazione. Per tutto il processo invece Claudio Giardiello ha sostenuto di aver introdotto l'arma la mattina stessa degli omicidi, facendosi beffa dei sistema di sicurezza all'entrata. Non è chiaro però come Giardiello abbia comunque potuto introdurre un'arma nel palazzo di Giustizia e dove sia rimasta nascosta per tutto questo tempo senza che nessuno la scoprisse.

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