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Sant'Angelo in Vado: 17enne sgozzato per gelosia dai due amici albanesi

Fermati i due ragazzi albanesi, di 19 e 20 anni, per l'omicidio premeditato di Ismaele Lulli, il giovane di 17 anni di Sant'Angelo in Vado (provincia di Pesaro e Urbino) trovato sgozzato in fondo ad un dirupo in località San Martino in Selva Nera. I movente sarebbe da ricercare nella gelosia.

Sarebbero stati i due ragazzi albanesi di 20 e 19 anni, ascoltati ieri dagli inquirenti, ad uccidere Ismaele Lulli, il giovane di 17 anni di Sant'Angelo in Vado (provincia di Pesaro e Urbino) trovato sgozzato in fondo ad un dirupo in località San Martino in Selva Nera. I due albanesi sono stati fermati nella serata del 21 luglio, accusati di omicidio premeditato. A muovere la mano dei due assassini sarebbe stata la gelosia nei confronti della fidanzatina di uno dei due albanesi, come spiegano gli inquirenti. L'assassinio di Ismaele Lulli è stato cruento. Stando alle ricostruzioni il 17enne è stato legato mani e piedi con del nastro adesivo, sotto la croce in ferro alta tre metri della Chiesa di San Martino al Poggio di Sant'Angelo in Vado. Sarebbe stato quello il luogo in cui Ismaele Lulli incontrava la fidanzatina del 20enne albanese, una ragazza di 19 anni. Una volta immobilizzato, Ismaele Lulli è stato colpito a morte al collo, una ferita talmente profonda che il 17enne "è stato quasi decapitato" come ha precisato il colonnello Antonio Sommese, dei carabinieri di Pesaro. Per gli inquirenti, dopo aver gettato il corpo nel dirupo i due albanesi sarebbero andati a fare un bagno al fiume per lavare le eventuali tracce di sangue. Gli investigatori sospettano che il 20enne albanese, prima di essere condotto in caserma, stava ipotizzando la fuga in Albania. I Carabinieri precisano invece che il 19enne sta cominciando a collaborare con la procura poiché "si sta cominciando a rendere conto della gravità del fatto". L'esecutore materiale del delitto sarebbe il 20enne, secondo gli inquirenti. A mettere i Carabinieri sulla pista giusta un sms spedito dai due albanesi ad Ismaele Lulli dove scrivevano: "Ti passiamo a prendere con la macchina per andare a fare un bagno al fiume". I tre ragazzi, infatti, erano amici e frequentavano la stessa scuola, l'Istituto alberghiero di Piobbico. E' per questo che la Procura ipotizza il reato di omicidio premeditato. Sarebbero stati sempre i due albanesi a spedire un sms alla mamma di Ismaele Lulli nel pomeriggio di domenica 19 luglio, giorno della scomparsa del 17enne. Nel corpo del messaggio c'era scritto: "Cambio vita e vado a Milano. Non cercatemi". La mamma di Ismaele Lulli è andata invece dai Carabinieri, mentre il ritrovamento del corpo è avvenuto il giorno dopo. Il sindaco di Sant'Angelo in Vado, Giannalberto Luzi, commenta la triste vicenda: "Ismaele, come il sedicenne morto per ecstasy a Riccione, è una vittima di un mondo adulto che non sa dedicare sufficiente attenzione ai ragazzi dai 13 ai 18 anni, nel momento più delicato".

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