le notizie che fanno testo, dal 2010

Omicidio stradale: nel 2014 già 20 piccole vittime. Perché stallo legislativo?

Dopo la notizia di un'auto che investe e uccide a Ponte Nuovo, alle porte di Ravenna, un bimbo di 3 anni, l'Asaps chiede al governo perché perdura lo stallo legislativo in merito all'omicidio stradale, visto che anche il premier Matteo Renzi ha promesso che "si farà". Non è però ancora chiaro quando.

"Mentre le Commissioni parlamentari stanno ancora esaminando in via preliminare le varie proposte sull'omicidio stradale con posizioni spesso contrastanti e di stallo decisorio, sulle strade si continua a morire in modo assurdo e spesso tocca anche ai bambini" sottolinea l'Asaps, commentando la notizia di un'auto che a Ponte Nuovo, alle porte di Ravenna, ha travolto ed ucciso un bimbo di 3 anni mentre attraversava le strisce pedonali con la mamma. L'associazione sostenitori amici della polizia stradale auspica quindi che dopo le parole, e le tante promesse, non ultima quella del premier Matteo Renzi, si passi ai fatti. "Se servono dei numeri per capire meglio di cosa stiamo parlando forniamo quelli copiosi dell'Osservatorio il Centauro - Asaps" aggiunge l'associazione in una nota, ricordando prima di tutto che "la tragedia del bimbo di 3 anni ucciso da un pirata a Ravenna" è "la terza vittima fra i bambini in meno di due mesi nel ravennate dopo la piccola Martina, 10 anni, travolta a Faenza a fine aprile, e Alessio 12 anni travolto a Ravenna il 22 maggio". L'Asaps sottolinea quindi che "sono state 52 le piccole vittime da 0 a 13 anni morte sulle strade nel 2013 come dire una alla settimana" mentre "sono stati 832 gli incidenti significativi di cui 41 con protagonisti pirati della strada. Nel 2014 ad oggi le piccolissime vittime sono 20 in 380 incidenti (24 i casi di pirateria). Nei primi 5 mesi del 2014 le piraterie totali sono state 383 con 47 morti e 473 feriti. Sono invece 29 incidenti con omissione di soccorso hanno coinvolto i bambini con 2 morti e 32 feriti. Il 60% dei pirati viene poi preso". L'Asaps evidenzia quindi che "i carburanti" della pirateria stradale "sono sempre l’alcol, la droga e ora le anche le 'scoperture' assicurative", aggiungendo: "L'omicidio della strada per mano di conducenti ubriachi o drogati, oggi continua ad essere punito con pene assolutamente lievi e quasi mai scontate, equiparabili a quelle di un furto con destrezza". L'Asaps assicura quindi "l'attenzione sull'omicidio stradale rimane vigile e puntuale", sottolineando che non si comprende questo stallo legislativo che dura da 3 anni, e dopo che sono state raccolte 76.000 firme.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: