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Omicidio gioielliere Roma: caccia a killer con la parrucca su internet

La caccia al killer con la parrucca prosegue anche su internet. L'assassino di Giancarlo Nocchia, il gioielliere di 70 anni barbaramente ucciso il 15 luglio all'interno del suo negozio e in pieno giorno a in via dei Gracchi, nel centralissimo e rinomato quartiere Prati a Roma, potrebbe infatti aver visitato il sito internet dell'orafo nei giorni precedenti l'omicidio.

Un uomo con la parrucca. Finora è questo l'identikit dell'assassino di Giancarlo Nocchia, gioielliere di 70 anni barbaramente ucciso il 15 luglio all'interno del suo negozio e in pieno giorno a in via dei Gracchi, nel centralissimo e rinomato quartiere Prati a Roma. Sul corpo di Giancarlo Nocchia sono state riscontrate diverse ferite, per il disperato tentativo di difesa dell'uomo, e una più profonda, mortale, al capo. Non era la prima volta che Nocchia subiva una rapina e i conoscenti del gioielliere rimangono perplessi sul fatto che l'uomo abbia aperto ad una persona sospetta, come forse poteva essere un uomo con una parrucca. "Giancarlo era molto attento, diffidente, mi meraviglia che abbia aperto a qualcuno. In passato aveva subito altre rapine: tre negli ultimi anni" sottolinea infatti Paolo, uno dei fratelli dell'orafo romano. Gli investigatori, oltre ad analizzare le telecamere di sorveglianza situate nel quartiere, hanno inviato alla scientifica la custodia blu per gioielli trovata in strada e probabilmente gettata dal killer con la parrucca, nella speranza di individuare delle impronte digitali. In sede di autopsia, invece, i medici cercheranno di isolare eventuali tracce di DNA dell'assassino. Ma c'è un ulteriore particolare che sembra indirizzare gli inquirenti sulla pista giusta per ritracciare il killer del gioielliere. Sembra infatti che un utente abbia visitato più volte il sito internet della gioielleria di Giancarlo Nocchia (www.gioiellerianocchia.it) nei giorni precedenti l'omicidio. Stando altre informazioni, il killer con la parrucca potrebbe avere avuto un complice. Una telecamera avrebbe ripreso l'assassino all'esterno del laboratorio orafo e con lui ci sarebbe stata una seconda persona, anche se gli investigatori precisano che potrebbe trattarsi anche di un semplice passante.

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