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Omicidio David Raggi: famiglia fa causa allo Stato. Meloni: giusto, l'assassino doveva essere espulso

La famiglia di David Raggi ha deciso di fare causa ai ministeri dell'Interno, della Giustizia e alla Presidenza del Consiglio dei ministri per la morte del "il giovane ternano di 27 anni sgozzato e ucciso l'anno scorso da un marocchino ubriaco che era in Italia pur non avendo alcun titolo per farlo, perché immigrato clandestino e destinatario di un mandato di espulsione" come ricorda in una nota Giorgia Meloni.

La famiglia di David Raggi ha deciso di fare causa ai ministeri dell'Interno, della Giustizia e alla Presidenza del Consiglio dei ministri per la morte del "il giovane ternano di 27 anni sgozzato e ucciso l'anno scorso da un marocchino ubriaco che era in Italia pur non avendo alcun titolo per farlo, perché immigrato clandestino e destinatario di un mandato di espulsione" come ricorda in una nota Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia.

La richiesta di risarcimento danni avanzata dalla famiglia David Raggi è pari a 2 milioni di euro, oltre alle provvisionali fissate dal tribunale. La Presidenza del Consiglio è stata citata in base alla mancata attuazione della direttiva comunitaria 80 del 2004 che prevede l'istituzione di un fondo di garanzia per le vittime di reati gravi, commessi da persone prive di reddito. Il Ministero dell'Interno invece, per la famiglia di Raggi, si è reso reo per il fatto di non aver espulso il 30enne marocchino, clandestino in quanto una commissione aveva rigettato la sua richiesta di asilo. Sull'omicida, condannato a 30 anni di carcere, pendeva infatti un mandato di espulsione dall'Italia. Il Ministero della Giustizia, invece, è stato citato per non aver portato ad esecuzione un cumulo di pene che pendeva sulle spalle del marocchino, pari a 6 anni di reclusione per vari reati.

"In sintesi: la lentezza e l'incapacità delle Istituzioni hanno permesso a questo criminale di rimanere sul nostro territorio e di commettere un brutale omicidio. - sottolinea la Meloni - Quindi è corretto dire che se il Ministero dell'Interno avesse cacciato immediatamente quell'immigrato dal territorio italiano, David sarebbe ancora vivo". "È dunque sacrosanta la decisione della sua famiglia di citare in giudizio il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il ministro dell'Interno Angelino Alfano e il ministro della Giustizia Andrea Orlando: - chiarisce la presidente di Fdi - se un immigrato clandestino o chi è uscito prima di galera grazie ai decreti svuotacarceri del governo commette un crimine, lo Stato ne è responsabile e deve risarcire le vittime perché quel criminale non doveva essere lì. È un principio che deve diventare legge".

"Per questo come Fratelli d'Italia - annuncia Giorgia Meloni - abbiamo depositato una proposta di legge alla Camera e chiediamo a tutte le forze politiche di discuterla. Rendere giustizia a David, alla sua famiglia e a tutti i casi simili che si sono verificati in Italia è doveroso e deve essere una priorità di tutti". La prima udienza del processo è prevista il 6 giugno a Roma.

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