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Omicidio Biancavilla, confessa la moglie: sono stata io. Nella villa armi e droga

Ad uccidere Alfio Longo nella sua villetta a Biancavilla, nel Catanese, non sono stati dei raponatori ma la moglie, che ha confessato l'omicidio. La donna avrebbe spiegato di aver ucciso il marito perché satanca di subire maltrattamenti da parte dell'uomo. Nella villetta, però, trovate anche armi e piante di marijuana.

Fin dall'inizio la ricostruzione della moglie di Alfio Longo, trovato ucciso a bastonate dopo essere stato legato al letto nella sua villetta a Biancavilla, non aveva convinto gli inquirenti. La donna aveva parlato di una rapina finita male, ma a far insospettire gli investigatori, in primo luogo, il fatto che i cani non avessero abbaiato. Nell'abitazione, poi, non c'era nessun segno di effrazione ed infine i presunti rapinatori erano fuggiti con un ben magro bottino, qualche centinaia di euro e la fede nuziale della vittima. Dopo una lunga notte di interrogatori, Vincenzina Ingrassia, di 64 anni, ha infatti confessato di aver ucciso il marito sostenendo che il gesto è scaturito dal fatto di aver subito delle violenze da parte di Alfio Longo. Stando alle prime ricostruzioni, la signora avrebbe ucciso il 67enne ex elettricista dopo essere stata malmenata con qual ciocco di legno utilizzato per l'omicidio. Era "stanca di subire" avrebbe detto la donna agli inquirenti, affermando di aver "subito maltrattamenti in 40 anni di matrimonio". La donna, però, non ha mai presentato alcuna denuncia. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Catania, Alessandro Casarsa, rivela che Vincenzina Ingrassia dopo aver confessato l'omicidio del marito avrebbe "provato più vergogna che rimorso", spiegando: "Ha detto che lui la massacrava da anni ma ci ha anche chiesto 'ma questo si saprà in Paese?' ". Il lavoro degli investigatori, però, non sembra ancora concluso: nella villa i Carabinieri hanno infatti trovato armi, - un fucile calibro 12 e una pistola automatica calibro 9 - circa venti piante di marijuana e un locale, nella mansarda, allestito per essiccare e conservare la droga.

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