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Ferguson: le molotov sostituite con bottiglie di urina, 47 arresti

Ancora scontri, ma di minore intensità, a Ferguson, sobborgo di St. Louis (Missouri), iniziati dopo l'uccisione di Michael Brown da parte di un poliziotto. I manifestanti hanno abbandonato l'uso delle molotov, lanciando verso gli agenti bottiglie di urina. Nella notte di mertedì sono stati 47 gli arresti.

Ancora notte di scontri, ma di minore intensità, a Ferguson, sobborgo di St. Louis (Missouri), iniziati dopo l'omicidio di Michael Brown da parte di un poliziotto. Stando alle ultime informazioni, il gran giurì potrebbe iniziare a breve ad esaminare le prove nei confronti del poliziotto Darren Wilson. Intanto, però, la tensione in città fa fatica a scemare. La scorsa notte sono stati effettuati tra i manifestanti 47 arresti. Tra i fermati di questi giorni, poi rilasciati, anche alcuni giornalisti. Secondo il capitano Ron Johnson, infatti, se un reporter sta conducendo il proprio lavoro senza una attrezzatura del valore di almeno 50mila dollari rischia di essere "legittimamente trattenuto" poiché scambiato per un cittadino comune, e questo nonostante il primo emendamento della Costituzione americana garantisca a chiunque il diritto di riprendere i funzionari governativi o riferire i loro comportamenti scorretti. Tra i fermati anche Scott Olson di Getty Images, autore di alcune delle immagini più iconiche delle proteste degli ultimi giorni. La polizia del Missouri dovrebbe però almeno chiarire ad alcuni suoi agenti che puntare in faccia un'arma ad un reporter (video), anche se magari scambiato per un manifestante a causa di una telecamera di basso budget, non è altrettanto "legittimo". Le sommosse a Ferguson sembrano andare comunque ridimensionandosi. Nella notte di martedì non ci sono stati lanci di molotov e non ci sarebbero state sparatorie. La serata è iniziata nel solito modo: un gruppo di manifestanti ha marciato lungo la strada gridando "Mani in alto! Non sparare!" e altri slogan simili che sono diventati comuni dopo la morte di Mike Brown. Al termine del corteo, finito con degli inni di preghiera, quelli che la polizia di St. Louis chiama "agitatori, criminali" avrebbero iniziato a gettare verso gli agenti delle bottiglie, questa volta non incendiare ma piene di urina. Gli arresti sarebbero stati effettuati soprattutto tra le persone che hanno resistito all'ordine di disperdersi.

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