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Femminicidio e social network: messaggi su WhatsApp e Facebook prima degli omicidi-suicidi

Tutta la tua vita è sui social network e con un click potrebbe essere cancellata, perché magari finisce una storia d'amore e così anche le cerchie di amici si perdono. Non stupisce quindi (ma dovrebbe) che due uomini prima di uccidere uno l'ex fidanzata (a Pordenone) e l'altro la moglie e il figlio (a Taranto) abbiano prima di tutto espresso il proprio stato d'animo su WhatsApp e Facebook.

Tutta la tua vita è sui social network e con un click potrebbe essere cancellata, perché magari finisce una storia d'amore e così anche le cerchie di amici si perdono. E' di pochi giorni fa d'altronde la notizia che il 37,4% delle persone considera il cellulare più importante o allo stesso livello degli amici più stretti, e per cellulare ovviamente si intende l'uso che se ne fa cioè sostanzialmente inviare e guardare post sui social. Per il 29,4% lo smartphone è addirittura più importante dei propri genitori mentre per il 21,2% lo è più del partner. Non stupisce quindi (ma dovrebbe) che due uomini prima di uccidere uno l'ex fidanzata e l'altro la moglie e il figlio abbiano prima di tutto espresso il proprio stato d'animo su WhatsApp e Facebook.

Un tragico delitto, che rientra ormai nella cerchia dei femminicidi, è avvenuto a Spilimbergo (Pordenone). Manuel Venier, una ex guardia giurata di 37 anni ha infatti atteso nella casa dove abitava fino a poco tempo prima con l'ex fidanzata la 29enne Michela Baldo, e l'ha uccisa con 4 colpi di pistola, utilizzando un cuscino per ammortizzare il rumore degli spari. Subito dopo Manuel Venier ha rivolto l'arma contro di sé e si è tolto la vita. Pochi giorni prima delll'omicidio - suicidio Venier aveva creato un gruppo su WhatsApp dal nome "Addio" nel quale postava messaggi di disperazione facendo intuire l'intenzione di volersi uccidere.

A Taranto invece Luigi Alfarano, 50enne, ha picchiato e strangolato la moglie Federica De Luca, di 30 anni, sotto lo sguardo del figlio Andrea di 4 anni. La follia omicida dell'uomo non ha risparmiato neanche lui. Dopo il delitto, Alfarano, uno dei coordinatori delle attività promozionali dell'Ant (Associazione nazionale tumori) di Taranto, ha infatti preso con sé il bambino portandolo in auto in una casa di campagna, dove lo ha ucciso con un colpo di pistola alla nuca prima di suicidarsi con la stessa arma. La tragedia è avvenuta proprio il giorno in cui la coppia doveva ufficializzare la separazione. Anche questa volta l'assassino, prima di compiere il duplice delitto, ha voluto inviare un messaggio ai suoi amici social: nella copertina del suo account Facebook il 50enne aveva postato la foto con la scritta "Andrea ti amo" impressa sulla sabbia.

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