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Bimba uccisa dal padre: forse Luca Giustini ha seguito delle "voci"

Luca Giustini non ha ancora dato un perché all'omicidio della figlia di 18 mesi Alessia. Ai medici di psichiatria avrebbe confidato di aver "sentito delle voci". Forse all'origine del delitto una caduta della bimba, che si era ferita alla testa lievemente.

Non è stato ancora scoperto il motivo che ha spinto Luca Giustini ad uccidere con 5 coltellate la figlia di 18 mesi Alessia, mentre era nella culla. Stando alle ultime indiscrezioni, l'analisi di alcuni suoi scritti potrebbe far propendere gli investigatori ad ipotizzare che l'omicidio sia scaturito per motivi psicologici. Dentro l'auto di Luca Giustini, ferroviere di 34 anni, sono stati ritrovati anche alcuni quaderni, che contengono frasi che fanno riferimento ad un presunto "disegno di Dio". Potrebbe essere stata quindi "una voce" ad ordinare a Luca Giustini di uccidere la piccola figlia. L'uomo non è stato ancora interrogato dagli inquirenti ma in ospedale, dove si trova ancora ricoverato in stato di shock, si sarebbe lasciato andare ad alcune confidenze parlando con i medici del reparto di psichiatria. Il ferroviere avrebbe anche parlato di una banale caduta della bimba avvenuta pochi giorni prima del delitto. La piccola si sarebbe ferita lievemente alla testa, ma forse il padre potrebbe aver pensato, erroneamente, che la figlia rischiava danni permanenti. Le "voci", poi, potrebbero aver forse fatto il resto. Stando ai like sulla pagina Facebook di Luca Giustini, l'uomo negli ultimi tempi avrebbe sviluppato anche un interesse per la psicografia, la scrittura sotto la guida di uno spirito. Poche ore prima dell'omicidio della figlia, Luca Giustini era andato a trovare la madre, aveva pianto e chiesto di pregare, anche insieme all'anziana nonna.

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