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Violenza in metro: muore infermiera colpita dal pugno killer

Maricica era per tutti un'ottima infermiera e un'ottima persona di 32 anni. Era felice di salvare delle vite mentre la sua è stata terminata per il comportamento violento di uno dei tanti ragazzi che prima ti tirano un pugno e poi azionano il cervello.

Bisogna stare molto attenti quando si gira per le nostre città perché la prima risposta a qualsiasi diverbio è la violenza. A seconda di chi è il tuo interlocutore ti puoi aspettare, come risposta standard, da una serie di pesanti insulti a un pugno in faccia, da una testata a una pistolettata. Questa è l'Italia figlia degli "italiani brava gente" dove le ultime brave persone (che magari sono anche la maggioranza) sono tenuti in ostaggio dalla violenza di gente che quando va bene viene filmata dalle telecamere a circuito chiuso.
Maricica H., infermiera di 32 anni, è morta. E' l'ennesima vittima della violenza gratuita, quella che invece di rispondere ti stende con un pugno. Le immagini le abbiamo viste tutti, e abbiamo avuto paura perché potevamo esserci noi. Maricica H. venerdì scorso camminava al fianco di un uomo che dopo un alterco la colpisce e lei cade, come in un incontro di box, sbattendo violentemente la testa.
Dopo essere entrata in coma in ospedale, la piccola grande donna rumena non ce l'ha fatta e i medici hanno "staccato la spina" per "morte cerebrale".
Per l'aggressore di Maricica, 20 anni, la morte dell'infermiera aggrava la posizione di fronte alla giustizia cambiando il suo capo di accusa che ora è diventato "omicidio preterintenzionale".

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