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Sveva Taffara: davvero suicidio? Provò a risalire dal pozzo

E' giallo la morte di Sveva Taffara, trovata morta in fondo ad un pozzo di Barile. Subito si è pensato ad un suicidio, vista la depressione del 27enne, ma le altre piste non sono ancora del tutto scartate.

E' un giallo la morte di Sveva Taffara, una ragazza di 27 anni di Settimo Torinese, madre di una bambina di due anni, trovata morta dentro un pozzo di un'azienda agricola di Barile, comune nella provincia di Potenza, in Basilicata. Come Sveva Taffara fosse giunta a Barile, e perché, non è chiaro neanche ai suoi familiari, tra cui il fratello Kevin, che il 7 agosto scorso ne ha denunciato la scomparsa per poi attivarsi per cercare di capire dove poteva essere la sorella, finché non è sopraggiunta la drammatica notizia, ieri. Ma soprattutto, ciò che si domandano gli investigatori è se a Barile la ragazza era da sola. Sveva Taffara pare infatti che sia stata vista l'ultima volta a Milano Marittima, dove doveva trascorrere una vacanza con l'attuale compagno (non a quanto sembra il padre della bambina). Le cronache raccontano di un litigio, e che Sveva avrebbe deciso di interrompere prima le ferie. Ma il 7 agosto i familiari non la vedono rientrare, e scatta la denuncia di scomparsa. Dopo qualche giorno, la notizia che erano stati trovati a Barile, nel Vulture-Melfese, alcuni effetti personali di Sveva Taffara, tra cui un trolley. Ma della 27enne, pare affetta da depressione e per questo seguita dai servizi sociali, nessuna traccia. Fino a quando uno dei figli del proprietario di un'azienda agricola di Barile effettua la macabra scoperta: in fondo al pozzo dell'azienda che raccoglie l'acqua piovana c'è il corpo di una ragazza, completamente nuda tranne gli slip. E' il cadavere di Sveva Taffara. In un primo momento si pensa all'ipotesi di un suicidio, ma in queste ultime ore, pur non scartando ancora nessuna pista, tale idea potrebbe cominciare a vacillare. Gli investigatori, infatti, nel corso dei rilievi al pozzo, scattano delle fotografie di quelli che definiscono "segni inequivocabili", come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, di un ultimo disperato tentativo di Sveva di aggrapparsi al pozzo, e alla vita. Su un lato del pozzo, infatti, sarebbero stati rivenuti i segni profondi della unghie di Sveva che tentava di risalire. Senza riuscirci. La domanda a questo punto è se Sveva Taffara sia arrivata in quel posto con qualcuno. Chi conosce bene il luogo racconta che non è collegato con i mezzi pubblici, ed è quindi strano che una ragazza, a piedi e da sola, l'abbia potuta raggiungere, e per di più portandosi appresso borse pesanti, un beauty e il trolley. Ma il fatto che maggiormente lascia perplessi è che a quanto pare il pozzo, al momento del ritrovamento di Sveva Taffara, era chiuso con il coperchio di ferro. Ed è improbabile che lo abbia rimesso a posto Sveva. Effettuata l'autopsia, il medico legale non avrebbe trovato segni di traumi agli organi interni né di violenza sessuale. Si attendono i risultati degli esami tossicologici, per capire se Sveva Taffara era per caso sotto effetto di qualche sostanza.

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