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Sveva Taffara, bagnata da testa ai piedi. Si cerca conducente Punto

Sono state ricostruite le ultime ore di vita di Sveva Taffara, la ragazza ritrovata morta in fondo ad un pozzo di Barile (Potenza). Si cerca il conducente di una Fiat Punto bianca.

Sono state ricostruite le ultime ore si Sveva Taffara, la ragazza di 27 anni trovata morta in fondo ad un pozzo di un'azienda agricola di Barile, comune nella provincia di Potenza, in Basilicata. Ma Sveva Taffara è di Settimo Torinese, e in Basilicata ci è giunta, ancora non si sa per quale motivo, dopo essere partita il 6 agosto da Cesena (Emilia Romagna) a seguito di un litigio con il fidanzato. Ma invece di tornare a casa, in Piemonte, Sveva Taffara, come ha ricostruito La Gazzetta del Mezzogiorno che sta seguendo il caso, ha preso un treno per Foggia, senza neanche fare il biglietto. Da ricordare che Sveva era da tempo depressa, e seguita da uno psicologo dei servizi sociali dopo che la sua bambina di due anni è stata affidata all'ex compagno. Sveva aveva anche un passato di violenze familiari. Dalla stazione di Foggia, Sveva Taffara sembra essere giunta ad un'area di sosta di San Nicola di Melfi in autostop. Da lì, ci sarebbero dei filmati, in mano ai carabinieri che seguono il caso, che immortalano Sveva Taffara salire, per un ulteriore passaggio, su una Fiat Punto bianca, che fa un rifornimento di appena 10 euro, come si legge dal terminale della pompa di benzina. Quel che non si legge, invece, è la targa della Punto bianca, che potrebbe aver portato Sveva Taffara fino a Barile. Il conducente della Punto potrebbe essere molto importante per chiarire lo stato d'animo di Sveva Taffara poche ore prime della tragedia, e per questo le forze dell'ordine stanno cercando di risalire al proprietario della vettura, che comunque potrebbe non essere stato l'ultimo a vedere vivo la ragazza. La stessa sera del 6 agosto, circa un'oretta dopo il rifornimento di benzina, Sveva è stata infatti vista nei pressi di una fontana pubblica di Barile, mentre riempiva un bicchiere e si lasciava cadere l'acqua addosso. Testimoni la ricordano "bagnata dalla testa ai piedi", come riporta sempre La Gazzetta del Mezzogiorno, ed in effetti gli indumenti di Sveva Taffara ritrovati chiusi in una busta sulla strada che conduce al pozzo erano ancora umidi al momento del ritrovamento. Da quel momento, nessuno sembra aver più aver visto Sveva Taffara, che andrà a morire nelle ore successive in fondo ad un pozzo. Forse un suicidio, forse un incidente. O forse nessuna di queste due ipotesi.

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