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Rita Morelli: omicida sotto "incantesimo malefico", tenta suicidio

Rintracciato e accusato di omicidio di secondo grado l'assassino di Rita Morelli, la studentessa di Spoltore che viveva da diversi anni a New York per i suoi studi. L'uomo ha tentato il suicidio durante la cattura, e avrebbe sostenuto che sarebbe stato "un incantesimo malefico" a spingerlo ad uccidere.

L'omicida di Rita Morelli, la studentessa italiana di 36 originaria del pescarese uccisa pochi gioni fa nel suo appartamento a New York (leggi http://is.gd/7gKivC), è stato rintracciato, ma nel momento della cattura si è sfiorata un'altra tragedia. L'uomo, Bakary Camara 41 anni, da molti descritto come originario del Gambia ma in realtà "un americano e i suoi genitori sono del Senegal", come specifica il cugino di Rita, Giorgio Morelli, a Tgcom 24 (http://is.gd/OsHZiJ), ha infatti tentato il suidicio una volta che la polizia di NY ha raggiunto il suo appartamento nel Bronx. Vedendo gli agenti, Camera ha impugnato un coltello, ma invece di aggredire si è accoltellato al ventre. Ora è ricoverato in terapia intensiva dell'ospedale St. Barnaba's del Bronx, in condizioni gravi, ma avrebbe confessato il delitto. Ad anticipare la cattura il "Daily News" (http://is.gd/LD1TVS), notizia poi confermata all'Ansa dalla famiglia di Rita Morelli, informata direttamente dalla polizia di New York. In realtà sembra che le intenzioni dell'uomo di togliersi la vita erano state annunciate dallo stesso Camera quando, dopo il delitto, chiamando in forma anonima la polizia newyorkese, aveva spiegato: "Prima troverete un cadavere sulla 120esima Strada. Poi, quando troverete il mio corpo, un biglietto in una delle tasche vi spiegherà tutto". Addosso, l'uomo aveva in effetti dei fogli con su scritto, semplicemente, Rita. A tradire Camera il suo inconfondibile accento "leggermente francese", come sottolinea sempre Giorgio Morelli, e il fatto che il suo numero era tra le chiamate recenti sul cellulare di Rita Morelli. Bakary Camara potrebbe essere infatti un pretendente respinto da Rita, e il cugino spiega, a Tgcom 24, che pur non essendo "ancora riusciti a capire come abbia conosciuto questo qui" conferma il fatto che "la importunava con messaggini e telefonate". "Se lei lo avesse detto al fidanzato le cose sarebbero andate diversamente e avremmo richiesto un 'order of protection' - continua Giorgio Morelli - A me aveva accennato vagamente che c'era qualcuno che la importunava, ma era molto riservata e con me è stata molto evasiva". Bakary Camara sarebbe quindi l'uomo che il giorno del delitto è stato avvistato in compagnia di Rita Morelli. Guardia giurata, incensurato, forse è riuscito a convincere la ragazza a farlo salire in casa sotto minaccia, o forse la studentessa originaria di Spoltore non avrebbe mai pensato che la situazione potesse diventare pericolosa. "Camara sostiene che un incantesimo malefico lo ha spinto ad uccidere", avrebbe raccontato però il commissario della polizia di New York, Ray Kelly, come riporta Rainews (http://is.gd/splQUO). Il movente del delitto non è quindi ancora del tutto chiaro, anche se si ipotizza la pista passionale, e forse per questo Camara è stato incriminato per omicidio di secondo grado, cioè volontario ma senza premeditazione. Sabato si terranno a Spoltore i funerali di Rita Morelli, che da 5 anni viveva nella Grande Mela, lavorando al "Caffè Buon Gusto" per pagarsi gli studi universitari che stava portando a termine.

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