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Pietro Maso libero. Il suo libro "Il male ero io" esce martedì

Pietro Maso, il ragazzo che nel 1991 uccise barbaramente i due genitori nella loro casa di Montecchia di Crosara (Verona) è oggi un uomo libero. Pietro Maso, che si è sposato nel 2008, da martedì vedrà anche pubblicato il suo libro "Il male ero io".

Pietro Maso è da oggi un uomo libero, un "un cittadino come tutti gli altri e così dovrà essere considerato" come spiega Roberta Cossia, il magistrato di sorveglianza che ha firmato il fine pena per l'uomo che nel 1991 ha ucciso barbaramente entrambi i genitori. Pietro Maso, con la complicità di tre amici, il 17 aprile 1991, dopo aver tentato il doppio omicidio altre tre volte, uccide i genitori Antonio Maso e Mariarosa Tessari servendosi di un tubo di ferro e di altri corpi contundenti tra cui spranghe e un bloccasterzo. Un omicidio atroce, che Pietro Maso cerca di far passare come un tentativo di rapina finito male. Due giorni dopo l'omicidio, confessa. Accusato di duplice omicidio volontario premeditato pluriaggravato dalla crudeltà, i futili motivi e il vincolo di parentela, Pietro Maso viene condannato a 30 anni di carcere, ma alla fine grazie all'indulto e a 1800 giorni di libertà anticipata, esce oggi dopo 22 anni di reclusione, anche se già dal 2008 gli era stata concessa la semilibertà, tanto che lavorava in una ditta di assemblaggio computer e componentistica varia. Sempre nel 2008, Pietro Maso si è sposato con Stefania. Pietro Maso è uscito oggi dal carcere di Opera, a 41 anni, cercando di evitare quanto più possibile i giornalisti. Ad attendere Pietro Maso fuori dal carcere c'era la sorella maggiore Laura, accompagnata da un'altra donna, forse la sorella Nadia. Pietro Maso non ha rilasciato alcuna dichiarazione, e anche le sorelle chiedono di essere "lasciate in pace". La prima giornata da uomo libero, Pietro Maso pare che abbia deciso di passarla a Milano, nella casa della moglie Stefana. Domani, martedì 15 aprile, uscirà invece il libro di Pietro Maso, dal titolo "Il male ero io", dove racconta di come ha massacrato i genitori, per impossessarsi della loro eredità. Nel libro, Pietro Maso descrive anche della sua vita in carcere dove per anni ha avuto "addosso solo i vestiti unti e consumati che qualche detenuto mi lasciava per pietà". Pietro Maso, come riporta Wikipedia, nonostante sia stato giudicato durante il processo capace di intendere e di volere, fu dichiarato affetto di un "disturbo narcisistico della personalità", tanto che "la scrittrice Cinzia Tani, esperta di storia sociale del delitto, afferma che 'in carcere le sue preoccupazioni sono la cura della propria persona, dal profumo all'abbronzante, dalla ginnastica a prendere il sole".

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