le notizie che fanno testo, dal 2010

Omicidio Udine: confessa omicida di Silvia Gobbato, 36enne con problemi mentali

Il giallo dell'omicidio di Udine sarebbe stato risolto. I carabinieri hanno fermato un uomo di 36 anni di Zugliano, una frazione di Pozzuolo del Friuli, che avrebbe confessato il delitto di Silvia Gobbato. L'uomo avrebbe problemi mentali, e avrebbe spiegato agli inquirenti che non era sua intenzione uccidere, ma rapire Silvia Gobbato per poi chiederne il riscatto.

Sarebbe stato risolto il giallo dell'omicidio di Udine, con una confessione. La giovane praticante legale Silvia Gobbato, trovata morta a causa di 12 coltellate martedì scorso lungo la strada sterrata accanto al fiume Cormor, dove gli sportivi di Udine vanno a correre in pausa pranzo, sarebbe stata uccisa da un uomo con disturbi psichici. Silvia Gobbato era andata a correre, intorno alle 13:00, con l'amico e collega Giorgio Ortis, figlio del titolare dello studio legale dove la vittima stava concludendo la pratica da avvocato. Come da ricostruzioni, Ortis aveva preceduto Silvia Gobbato nel percorso, salvo poi tornare indietro non vedendola arrivare. Sulla strada, l'avvocato incontra un altro ragazzo, che gli racconta di aver appena ritrovato il cadavere martoriato di una ragazza, quello appunto di Silvia Gobbato. Giorgio Ortis viene indagato, ma solo come atto dovuto perché nessun indizio porterebbe a pensare che l'avvocato sia andato a correre con un coltello e nel giro di pochi minuti abbia ucciso la ragazza e si sia cambiato un abito presumibilmente macchiato di sangue. Vestito e presunta arma del delitto che, invece, sarebbe stato ritrovato nella borsa di un 36enne di Zugliano, una frazione di Pozzuolo del Friuli. A due giorni dall'omicidio di Silvia Gobbato, infatti, i carabinieri fermano Nicola G., appena uscito con una bicicletta dai parcheggi del centro commerciale Città Fiera di Martignacco. Con sé, l'uomo aveva anche uno zaino, dove conservava degli abiti sporchi di sangue (umano come riporta l'Adnkronos) e un grosso coltello da cucina. Ora sarà l'autopsia a rivelare se la lama di questo coltello coincide con le 12 ferite inferte a Silvia Gobbato. Stando alle prime indiscrezioni, Nicola G. avrebbe confessato l'omicidio della ragazza, spiegando però che non aveva intenzione di ucciderla ma di rapirla, per poi chiederne il riscatto. Silvia Gobbato deve essersi difesa dal suo aggressore, che ha quindi infierito sulla propria vittima. Secondo l'Ansa, l'omicida avrebbe problemi mentali e sarebbe in cura in un centro, anche se al sindaco di Zugliano non risulta che Nicola Garbino fosse seguito dai servizi sociali.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: