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Omicidio Stazione Bologna: marito uccide amante della moglie

Tragedia alla Stazione di Bologna, dove un uomo di 53 anni è stato ucciso dal marito della sua amante. L'uomo è stato fermato dalla Polfer.

La tragedia è avvenuta nel giro di pochi istanti, tanto che le altre persone che ieri 13 ottobre aspettavano il treno alla Stazione di Bologna pare non si siano neanche accorte di quanto stava accadeva attorno a loro. Anche il militare del genio ferrovieri di Castel Maggiore, fuori servizio, intervenuto per primo insieme ad un amico, all'inizio pensava si trattasse di una "semplice" colluttazione tra due uomini. Poi il militare ha visto il coltello, e si è reso conto che a terra non c'era solo un uomo colpito ma un cadavere. Ad essere accoltellato un uomo, italiano di 53 anni, originario di Torino, che alla stazione di Bologna doveva incontrare una donna. La signora, 49enne di Jesi, era però sposata anche se, a quanto pare, separata di fatto in casa, e ad uccidere il suo amante è stato proprio il marito. Stando alle prime ricostruzioni, la donna avrebbe confessato al marito di volerlo lasciare per andare a vivere con il suo amante. Al marito, 55 anni, avrebbe però raccontato che ieri doveva andare a Bologna per raggiungere una parente. L'uomo si è comunque insospettito, ed ha preceduto la moglie raggiungendo la Stazione di Bologna in auto. Quando ha visto la donna tra le braccia dell'amante, è scattato il raptus omicida, anche se gli inquirenti ipotizzano il reato di omicidio premeditato, visto che l'uomo aveva portato con sé da Jesi un coltello. Una volta fermato dalla Polfer, l'omicida avrebbe detto che non aveva intenzione di fuggire perché, affermerebbe: "Quello che dovevo fare l'ho fatto". La vittima, vedovo, lascia due figlie.

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