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Muore farmacista avvelenato con cianuro dentro caffè

E' morto dopo un coma di circa 15 giorni il farmacista avvelenato con del cianuro versato dentro un caffè, da un amico imprenditore che non poteva restituirgli un debito.

E' morto dopo un coma di circa 2 settimane il farmacista avvelenato con il cianuro da un amico imprenditore, titolare di una ditta attiva anche nel trasporto di farmaci, che non poteva restituire un prestito contratto.
L'avvelenamento del farmacista milanese è avvenuto il 2 aprile scorso, quando l'imprenditore, che era in debito con la vittima di 270mila euro, ha versato nel caffè del medico del cianuro. In un video diffuso dalla polizia (http://is.gd/3MXf3i) l'imprenditore era stato infatti "immortalato" proprio nel momento in cui portava il caffè avvelenato al farmacista, che appena sorseggiata la bevanda si è immeditatamente sentito male. Da quanto si apprende, il cianuro versato nel caffè era stato consegnato, con una scusa, all'imprenditore proprio dallo stesso farmacista.
L'uomo avvelenato è stato poi immediatamente ricoverato presso la clinica Città Studi di Milano, e dagli esami effettuati i medici hanno immediatamente scoperto che il farmacista aveva 6mila parti di cianuro nel sangue, rispetto alle 500 parti nel sangue già di gran lunga letali.
L'imprenditore è stato fermato da lla squadra mobile di Milano lo scorso 5 aprile, e dopo la morte del farmacista dovrà rispondere non più di tentato omicidio ma di omicidio.
Il decesso del medico è avvenuto nella mattinata di domenica dopo una quindicina di giorni in terapia intensiva. Il direttore sanitario dell'Istituto Clinico Città Studi di Milano, professore Pasquale Ferrante, spiega come il cianuro sia "un veleno devastante, che provoca danni immediati al sistema cerebrale", rivelando che grazie ad una "serie di terapie per tenere sotto controllo le funzionalità, cardiache, respiratorie e renali" il farmacista "è sopravvissuto fino ad oggi" senza però, precisa, che "le sue funzioni neurologiche rispondessero più a qualche stimolo".

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