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Mostro di Cassibile arrestato: "u lupu" uccideva per soldi

Era ossessionato dai soldi il mostro di Cassibile, e sembra che "poteva ammazzare anche per un piccolo credito" spiega il procuratore Rossi. Arrestato, ha alle spalle minacce aggravate, omicidi e tentati omicidi. In paese era conosciuto come "u lupu".

"Era ossessionato dai soldi e nel suo garage c'era una cassaforte con 20mila euro e una pistola con il colpo in canna. Poteva ammazzare anche per un piccolo credito. Con la sua attività ha comprato immobili a cui teneva molto. E' un personaggio verghiano, legato alla roba" spiega il procuratore Ugo Rossi, tratteggiando il profilo di G.R. (69 anni) detto "u lupu", pensionato incensurato ma ormai conosciuto dalle cronache come il "mostro di Cassibile" (Siracusa).
Il "mostro di Cassibile" è responsabile di omicidi, tentati omicidi e minacce aggravate a partire dal 1998 quando appunto minacciò e danneggiò con un'arma da fuoco F.I.. Questo è l'unico reato che è stato prescritto, ma da allora "u lupu", indicato come il possibile "mostro", cominciò una lunga serie di omicidi e tentati omicidi, pare sempre per soldi.
Praticamente "u lupu" sarebbe ossessionato dai soldi e avrebbe compiuto i delitti sempre a causa dello stesso movente, sempre con la stessa arma attirando le vittime più o meno sempre allo stesso modo.
Sembra che il "mostro di Cassibile" preparava una trappola davanti all'ingresso delle abitazioni mentre lui si nascondeva dietro muretti con il suo fucile da caccia calibro 12 caricato a pallini. Faceva uscire la vittima incendiando l'auto o sparandogli contro e una volta perpretato l'omicidio fuggiva, di notte, per le campagna, che conosce benissimo.
G.R., infatti, è un piccolo imprenditore agricolo che viene chiamato per abbattere quegli alberi che intralciano le produzioni agricole. Ma dalla ricostruzione fatta dai carabinieri, sembra che se qualche suo cliente si permetteva di non saldare il conto, il "mostro di Cassibile" arrivava fino al punto di uccidere pur di vendicarsi.
Oltre al reato ormai prescritto i capi d'accusa sono tentato omicidio ad Avola ai danni di A.B. il 21 novembre del 1998, omicidio di R.T.R. avvenuto a Noto il 28 novembre del 1999, tentato omicidio di A.F. avvenuto a Cassibile il 12 febbraio del 2002, omicidio di G.G., ad Avola, il 9 ottobre 2002, duplice omicidio dei coniugi S. e G.T. commesso a Fontane Bianche, nella zona balneare di Siracusa, il 31 luglio del 2003, in cui venne ferita anche la figlia K.T., omicidio di G.S. commesso a Passibile il 18 agosto del 2004 e infine il tentato omicidio di G.L., avvenuto il 15 marzo del 2009 a Cassibile. E stato proprio quest'ultimo avvenimento a portare i carabinieri sulla pista di "u lupu", poiché G.L. avrebbe raccontato alla questura di avere avuto dei forti litigi con G.R. proprio per motivi economici.
Sembra invece che G.S., personaggio legato alla criminalità organizzata, fu ucciso dal pensionato "u lupu" perché A.F. si era rivolta all'uomo per cercare di capire l'autore delle intimidazioni che le erano rivolte. La A.F. sembra che non avesse pagato a G.R. le ultime due rate di una commissione di legna per il camino. Probabilmente G.S. era arrivato a capire che era "u lupu" a minacciare la donna e Raeli probabilmente l'ha ucciso per non farsi scoprire.

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