le notizie che fanno testo, dal 2010

Lucio Dalla firma fumetto su Alceste Campanile. E caso viene riaperto

Un caso del destino, ma mentre esce il fumetto ispirato al delitto di Alceste Campanile, la Procura di Reggio Emilia pare che abbia riaperto il caso sull'omicidio del giovane militante di Lotta Continua, trovato ucciso da due colpi di pistola il 1975.

Un caso del destino, ma mentre esce il fumetto ispirato al delitto di Alceste Campanile, la Procura di Reggio Emilia pare che abbia riaperto il caso sull'omicidio del giovane militante di Lotta Continua, trovato ucciso da due colpi di pistola, sparati da due armi diverse, il 12 giugno 1975. Il fumetto, dal titolo "1975. Un delitto emiliano", è realizzato dal giornalista Alberto Guarnieri e dal fumettista Emilio Laguardia, pubblicato da Odoya con la postfazione di Luca Telese. La prefazione del fumetto, invece, è stata scritta dal cantautore Lucio Dalla. Il fumetto, spiegano gli autori, intende raccontare "il respiro di un'epoca, non il giallo". Ma il delitto di Alceste Campanile è in realtà un vero e proprio enigma, non solo giallo ma sopratutto con tinte nere e rosse. Nere, perché il 30 ottobre 2007 fu condannato per l'omicidio di Campanile il militante di estrema destra di Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, che ammise il delitto dell'ex commilitone del Fronte della Gioventù. Alceste Campanile, agli inizi della sua attività politica, entrò infatti nei primissimi anni '70 nel movimento politico giovanile di estrema destra Fronte della Gioventù, per poi passare nel 1973 dalla parte diametralmente opposta, quella di Lotta Continua. Ed è proprio il padre di Alceste, Vittorio Campanile, che più di una volta sostenne che il figlio era stato ucciso "dai suoi compagni di Lotta Continua, in quanto sarebbe venuto a sapere occasionalmente alcune informazioni relative al sequestro Saronio e fosse a conoscenza degli esecutori materiali (ormai identificati dalle indagini in alcuni militanti dell'estrema sinistra)", come riassume Wikipedia. Per queste dichiarazioni, Vittorio Campanile fu anche più volte denunciato dal movimento di Lotta Continua, ma a quanto pare non cambiò mai idea. Nel 1999 sembra però arrivare la svolta, con la confessione di Bellini che spiega, pur con alcune contraddizioni, di aver sparato, insieme ad un altro esponente della destra locale, Alceste Campanile, perché si era macchiato di "tradimento", passando nell'organizzazione avversaria. La storia sembra quindi essersi conclusa con la sentenza del 2007, ma la Gazzetta di Reggio, e in seguito Reggionline.com (http://is.gd/6AvZ9a), rivela che il caso è stato riaperto dopo che lo zio di Alceste, Emanuele Campanile, medico in pensione che vive negli Stati Uniti, avrebbe fornito nuove documentazioni. Documenti che sono attualmente al vaglio della magistratura per i dovuti accertamenti, ma che spostano nuovamente il movente sulla pista rossa. Come il padre di Alceste, anche lo zio sarebbe infatti convinto che il delitto del giovane nipote avrebbe in realtà una matrice di sinistra.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: