le notizie che fanno testo, dal 2010

Giovanni Vantaggiato: quanto tempo starò in carcere? Indagine zoppa

Giovanni Vantaggiato, di Copertino, ha ammesso alcune responsabilità riguardo l'attentato alla scuola di Brindisi ma non il movente. L'indagine finora risulta quindi zoppa, finché non si capirà il perché e il vero obiettivo dell'attentato.

Il presunto autore dell'attentato di Brindisi, Giovanni Vantaggiato, di Copertino (Lecce), è stato portato in carcere solo ieri notte, a borgo San Nicola, ma già chiede "quanto tempo" dovrà rimanere in prigione.
Non è chiaro se Giovanni Vantaggiato, fermato per strage aggravata dalle finalità di terrorismo, si rende conto di quello di cui è accusato.
Il 68enne di Copertino, titolare di un deposito di carburanti, ha "ammesso alcune responsabilità" riguardo l'attentato di Brindisi, come spiega nel corso di una conferenza stampa il procuratore della DDA di Lecce, Cataldo Motta, ma "non ha voluto dire niente" sul movente.
"Ha ammesso di aver fabbricato materialmente l'ordigno, ha ammesso di averlo collocato, ha ammesso di averlo fatto esplodere e ha detto di averlo fatto esplodere non in un orario notturno ma in orario diurno perché di notte non c'era nessuno - continua il procuratore Motta - Ma sul movente questa persona non ha voluto dire niente, visto che ha dato un'indicazione assai generica e priva di credibilità".
"Il contenuto dell'interrogatorio non è quindi sufficente - precisa ancora Cataldo Motta - e quindi si può dire che l'indagine è ancora all'inizio, con il vantaggio di avere un punto di partenza. L'indagine non è quindi conclusa perché in tal caso rimarrebbe zoppa".
Ma perché Giovanni Vantaggiato avrebbe compiuto la strage? Come sottolinea sempre il procuratore, l'ipotesi di reato è stata aggravata dalle finalità di terrorismo non solo perché ha allarmato tutta l'Italia ma anche perché l'obiettivo è stato scelto a caso.
E' improbabile infatti, anche se le indagini sono ancora in corso, che l'uomo volesse colpire proprio Melissa Bassi, morta per l'esplosione, Veronica Capodieci e gli altri studenti rimasti feriti nella deflagrazione.
Ciò che quindi gli inquirenti devono ora comprendere è dove voleva colpire precisamente l'attentatore, e soprattutto perché? L'obiettivo era la scuola Morvillo Falcone? Oppure il Tribunale di Brindisi che dista però dalla scuola circa 200 metri? In passato, Giovanni Vantaggiato era andato in causa per chiedere un risarcimento di 300mila euro ad imprenditore di Torre Santa Susanna, che a giudizio del titolare del deposito di carburanti lo avrebbe truffato.
Il processo si svolse presso il tribunale di Brindisi, che a quanto pare diede in parte ragione a Giovanni Vantaggiato, ma non abbastanza da poter riavere indietro i soldi.
Nel 2008, l'imprenditore di Torre Santa Susanna rimane vittima di un attentato: quando uscì fuori dall'uscio di casa venne infatti investito da una deflagrazione di una bomba, azionata da un telecomando a distanza e pare costruita sempre con una bombola di gas. Per mesi l'imprenditore lottò tra la vita e la morte, poiché l'esplosione gli devastò l'addome e il petto. Poi per fortuna riuscì a riprendersi. Nel maggio 2010, però, qualcuno incendiò la sua auto, un'Audi A6. Entrambi gli attentati a danno dell'imprenditore torrese non hanno portato ad un nome. Almeno finora.
Ciò che si ipotizza è che Giovanni Vantaggiato possa aver piazzato e fatto esplodere la bomba davanti alla scuola Morvillo Falcone, volutamente di giorno, perché ormai in guerra contro lo Stato, lo stesso che a suo giudizio non gli ripagò un presunto debito.
Sono in atto perquisizioni sia nella casa di Giovanni Vantaggiato, sposato con due figlie, che nel deposito di carburanti. Sequestrate anche le due auto di proprietà, una che si ipotizza sia stata utilizzata per trasportare le bombole di gas e l'altra presa per recarsi sul luogo dell'attentato per far esplodere la bomba.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: